Di Florio dà l’allarme: il Vastese a rischio infiltrazioni criminali

24 Gennaio 2022

Il procuratore affida la sua denuncia alla presidente della Corte d’Appello dell’Aquila, Francabandera Fanno paura le cosche pugliesi e campane. Il sindaco Menna: magistrati in prima linea per la legalità

VASTO . Il Vastese è un territorio esposto al pericolo di infiltrazioni criminali. E con la soppressione del tribunale e della procura di Vasto, rischia di divenire terra di conquista della malavita organizzata. Lo denuncia da tempo il procuratore capo Giampiero Di Florio. E stavolta le preoccupazioni del magistrato sono state rilanciate in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario con una presa di posizione della presidente della Corte d’Appello dell’Aquila, Fabrizia Francabandera: «C’è un concreto pericolo di infiltrazioni criminali», ha detto Francabandera riportando le dichiarazioni di Di Florio, «per la vicinanza ad aree ad alta concentrazione malavitosa e per l'insediamento di soggetti appartenenti alla criminalità organizzata campana e calabrese».
Riemerge il pericolo di ricadute su azioni delittuose utili per il finanziamento dei gruppi criminali. Ma la Procura vastese è già in affanno: da oggi il procuratore Di Florio non potrà più contare sul prezioso contributo del sostituto procuratore Michele Pecoraro che ha chiesto e ottenuto il trasferimento a Como. Per almeno due mesi accanto a Di Florio ci sarà solo il pm Vincenzo Chirico. In vista della chiusura, altri magistrati sono pronti ad andare via. «E questo», ricorda il sindaco di Vasto, Francesco Menna, «mentre la magistratura sta cercando in tutti i modi i di evitare che la malavita organizzata metta le radici nel nostro territorio». La mafia pugliese, calabrese e campana ci provano da anni. A dimostrarlo sono i fatti: il Tribunale di Vasto ha celebrato in fase dibattimentale, un complesso e articolato procedimento per gravi fatti intimidatori ai danni di imprenditori (processo Histonium); in una relazione trasmessa dalla Dia al Parlamento si denuncia la presenza di cosche in Abruzzo e Molise, individuate grazie all’operazione Isola Felice; proprio qualche giorno fa, da Foggia è arrivta la richiesta di istituire una sezione della Direzione distrettuale antimafia per difendersi dalla dilagante criminalità della quarta mafia pugliese, la stessa che minaccia anche il Vastese. La Procura di Vasto viene soppressa mentre sta facendo indagini delicatissime e il tribunale tratta diversi processi associativi distrettuali con palesi collegamenti fra le associazioni pugliesi e il Vastese. L’Unione delle Camere penali e il Consiglio dell’ordine degli avvocati continuano a ribadire che «il Tribunale di Vasto rappresenta l’ultimo baluardo, l’ultima difesa del territorio. La sua soppressione», si legge in una nota delle Camere penali, «è frutto di miopia del legislatore. L’eliminazione del tribunale di Vasto e degli altri tribunali definiti minori è un atto non conciliabile con alcun principio di corretta amministrazione della domanda di giustizia del cittadino».