Di Ilio al Senato cerca la fiducia sull’epurazione di Capasso

21 Dicembre 2015

CHIETI. Chiamarlo voto politico non è una forzatura. Perché oggi, alle 11,30, il rettore Carmine Di Ilio chiederà al fiducia al Senato accademico, cioè al palazzo Madama della D’Annunzio. E la...

CHIETI. Chiamarlo voto politico non è una forzatura. Perché oggi, alle 11,30, il rettore Carmine Di Ilio chiederà al fiducia al Senato accademico, cioè al palazzo Madama della D’Annunzio. E la fiducia al rettore e al suo dg, Filippo Del Vecchio, si gioca intorno alla delibera della sostituzione nel Cda dell’Ateneo del professor Luigi Capasso (foto), messo alla porta dal governo dell’Università, di punto e in bianco, per l’incompatibilità con la sua carica di direttore del Museo della D’Annunzio. Sì, di punto in bianco perché l’epurazione è scattata dopo tre anni trascorsi senza che nessuno gli contestasse il doppio ruolo. E alla vigilia del voto in Cda sull’avvio di un procedimento disciplinare contro Del Vecchio che Capasso e altri cinque consiglieri accusano di aver dirottato di sua iniziativa la progettazione dell’appalto dell’ex caserma Bucciante (in soldoni 7 milioni di euro) da una soluzione in house, fatta da Architettura, all’esterno. Una cosa è certa: agli studenti poco importa di questi strappi che lacerano il mondo accademico e che sanno campagna elettorale già partita avvelenata per la scelta del nuovo rettore della D’Annunzio. Ma i fatti che andranno in scena questa mattina incidono in modo sostanziale proprio sul futuro degli studenti. Il rettore non farà un salto nel vuoto. Ha fatto i suoi calcoli, sa che la partita di oggi è da resa dei conti ma ha i numeri, cioè i voti, per vincerla. O li avrebbe.(l.c.)