Di Ilio si è dimesso A giugno le elezioni

Ecco i motivi della decisione nella lettera al ministro Fedeli
CHIETI. Elezioni entro giugno, anziché novembre, revoca della misura interdittiva, e ritorno all’Università, ma stavolta in veste di insegnante di biochimica. Con una lettera Carmine Di Ilio centra tre obiettivi.
Il rettore si è dimesso ieri, e ha comunicato la sua scelta al decano Vacca con cui ringrazia i colleghi e spiega di aver fatto questa scelta per il bene dell’ateneo. La prossima mossa dell’avvocato di Di Ilio, Marco Spagnuolo, sarà quella di presentare istanza al gip per chiedere la revoca della misura interdittiva disposta nei confronti del rettore. Analogo provvedimento ha riguardato anche il direttore generale, Filippo Del Vecchio. La lettera, inviata al ministro dell’università e della ricerca, Valeria Fedeli, nella quale Di Ilio ripercorre le tappe della sua attività sin dal giorno dell’elezione, è stata presentata ieri a mezzogiorno. Lo scorso 13 marzo, con il dg Del Vecchio, era stato raggiunto da un'ordinanza di interdizione dai pubblici uffici della durata di 6 mesi, emessa dal gip del Tribunale di Chieti Antonella Redaelli, nell'ambito di un'inchiesta per abuso d'ufficio. La lettera è stata inviata anche al Senato accademico, al Cda, e al decano Michele Vacca, che lo stesso Di Ilio aveva provveduto a nominare pro-rettore il giorno stesso dell’interdizione. Ma la Procura, senza perdere tempo, ha sequestrato quell’atto. Di fatto, con le dimissioni di Di Ilio, si spiana la strada alle nuove elezioni per il rinnovo del vertice d’ateneo, per il quale sono già sei i candidati in corsa. La lettera di dimissioni prende le mosse proprio dal provvedimento di interdizione.
L’INTERROGATORIO Di Ilio spiega di aver avuto contezza «delle ipotesi provvisorie di accusa formulatesi sulla scorta delle doglianze avanzate dalla parte denunciate, professor Luigi Capasso, », durante l’interrogatorio davanti al gip. «Ho così appreso», spiega, «che il contrasto generatosi dall’adozione di taluni provvedimenti amministrativi, è stato portato all’attenzione della magistratura penale che ha ritenuto sussistenti allo stato i presupposti per l’adozione di un provvedimento di sospensione dall’esercizio delle funzioni di rettore. Non formulerò in questa missiva gli argomenti a confutazione delle contestazioni avanzate, rispetto alle quali articolerò nelle opportune sedi le mie difese con serenità e fermezza trattandosi di ipotesi destituite di ogni fondamento».
IL LAVORO SVOLTO L’ormai ex rettore, nella lettera, vuole invece «puntualizzare i capisaldi dell’azione amministrativa per rappresentare le ragioni che mi hanno indotto ad adottare le determinazione che mi accingo a comunicare. Il 27 giugno 2012 il corpo elettorale dell’Università degli studi d’Annunzio ebbe ad eleggermi con la maggioranza assoluta dei voti alla guida dell’Ateneo e con successivo provvedimento del 27 luglio il signor ministro adottò il decreto di nomina fino al 1 novembre 2017. Fin dal giorno del mio insediamento, ho sempre lavorato per favorire la strada della collaborazione e del coinvolgimento di tutte le componenti delle istituzioni universitarie, senza sottrarmi al confronto, anche dialettico, ma nel pieno e fondamentale rispetto delle posizioni di tutti. Mi sono avvalso del contributo di coloro che con spirito di abnegazione hanno voluto coinvolgersi nello stimolante e complesso compito di guidare un’istituzione universitaria che conta una popolazione studentesca di circa 27mila studenti e più di mille dipendenti. Anche grazie al sostegno di tali componenti sono stati raggiunti significativi risultati che hanno creato le basi per un ulteriore sviluppo della nostra istituzione esemplificativamente riscontrabile nella solidità economica e di bilancio dell’ateneo».
FIDUCIA NEGLI INQUIRENTI «Assumere decisioni e confrontarsi con gli altri», osserva Di Ilio, «espone alla critica e può generare contrasti e incomprensioni, ma ero consapevole di tali rischi quando ho accettato la nomina. Taluni di questi contrasti sono stati ritenuti degni del vaglio della magistratura penale, alla quale mi affido fiducioso, confidando sulla correttezza e linearità della mia azione amministrativa, che difenderò con determinazione anche in ragione della radicale insussistenza delle ipotesi accusatorie al momento per altro non ancora definitivamente cristallizzate. Non ignoro che il recente provvedimento che mi ha raggiunto, potrà costituire per alcuni ulteriore argomento di valutazione negativa della mia esperienza da rettore, ma questa considerazione è certamente recessiva rispetto al superiore e prioritario interesse delle istituzioni universitarie».
LE DIMISSIONI «È così prevalsa in me, in questo momento,», spiega Di Ilio, «la decisione di non avversare il provvedimento interdittivo, e di rassegnare le mie dimissioni dalla carica di rettore onde consentire la pronta indizione delle elezioni, che porteranno ad individuare una nuova guida per l’ateneo. Di grande conforto sono state le manifestazioni di stima e di amicizia pervenute da tanti colleghi docenti e da altrettanti rappresentanti del personale tecnico ed amministrativo oltre che da numerosi studenti. Tali espressioni di solidarietà sono divenute in molti casi vere e proprie sollecitazioni a contrastare nella preposta sede giudiziaria la decisione cautelare adottata. Ma le pur ragionevoli considerazioni portate alla mia attenzione non hanno sopito la mia inquietudine per un ateneo senza una guida stabile e duratura. Ai colleghi voglio esprimere il mio ringraziamento per l’esperienza condivisa e per il supporto che sono riusciti a dare, così come a tutti i componenti degli organi accademici, al personale tecnico ed amministrativo ed agli studenti, ai quali auguro di perseverare nel cammino umano dello studio e della conoscenza».

