Di Iorio, attacco agli assessori leghisti: solo risultati negativi

30 Agosto 2020

I 4 consiglieri di Forza Italia si scagliano contro gli ex alleati: «Gestione pessima sotto gli occhi di tutti, siano realisti»

CHIETI. Duro attacco contro i tre assessori leghisti Alessandro Bevilacqua, Emilia De Matteo e Mario Colantonio, tutti e tre ex Forza Italia. I tre sono finiti nel mirino dei loro ex consiglieri comunali: Marco D’Ingiullo, Emiliano Vitale, Maura Micomonaco e Maurizio Costa, candidati in Forza Chieti con Bruno Di Iorio, all’indomani del resoconto delle cose fatte dai tre assessori, puntano il dito contro gli assessori. Una guerra fratricida tra persone che hanno un lungo passato comune alle spalle. «Con un po’ di umiltà e realismo», attaccano i quattro, «Bevilacqua, Colantonio e Di Matteo dovrebbero fare un passo indietro e riconoscere le loro responsabilità sulla pessima gestione della macchina comunale negli ultimi anni. I risultati, pesantemente negativi, sono sotto gli occhi di tutti e riteniamo alquanto ipocrita fare un elenco di successi, immaginari». Criticata anche l’adesione alla Lega, scelta bollata come «necessità di mettere al sicuro il proprio posto».
Per quanto riguarda le cose fatte, si parte da Bevilacqua: «Sono eloquenti le proteste dei cittadini che lamentano disservizi nella gestione della raccolta dei rifiuti. Che dire dello sfalcio delle erbe? Attività ridotta ai minimi termini e, quando viene svolta, è fatta male. Sul randagismo è tutto fermo e le annunciate sterilizzazioni per le colonie feline sono sempre più un miraggio».
Sulla De Matteo, «abbiamo segnalato a più riprese la sua mancanza di una giusta calibrazione dei servizi gestiti da Chieti Solidale, di sua competenza, e ci riferiamo in particolare a quelli dedicati a disabili, anziani e persone non autosufficienti. L’assistenza domiciliare è insufficiente», erogata «a caso con un piano di zona che produce una cattiva risposta rispetto alle complessità delle esigenze degli utenti. Per il Dopo di Noi sono arrivate solo promesse. Il progetto abbozzato fino a oggi riteniamo sia stato pensato in contrasto con lo spirito della legge che lo ha istituito, che è quello di avere una struttura unica in grado di favorire un’interazione maggiore dei ragazzi con la società».
Infine Colantonio: «Un assessore che, pensando di non sapere cosa fare come assessore all’urbanistica, ha continuato a fare quello ai lavori pubblici». I quattro parlano del «nuovo cimitero allo Scalo mai partito». E proseguono: «Gli diamo atto però di aver creato una specie di museo all’aperto, perché oltre ad aver incentivato la produzione di “paletti dissuasori” oggi è possibile visionarne di varie forme, finanche elettrici, perché quando non si è grado di trovare soluzioni alternative per la viabilità, si vieta. Intanto l’allungamento della filovia fino a Sant’Anna procede in maniera lenta e pesante. Figuriamoci se si poteva sperare che avesse la capacità di poter fare un nuovo Piano regolatore».
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