Di Iorio: il primo consiglio comunale si farà allo Scalo

Il candidato del polo civico: nuova vita per questa zona Tra i progetti spunta la pedonalizzazione della Tiburtina
CHIETI. Tra palloncini verdi e rossi, apre ’Nduccio e il comizio diventa subito più leggero. Il polo civico di Bruno Di Iorio sceglie questa chiave per il primo comizio tenuto ieri sera allo Scalo di fronte a circa 300 persone in piazzale Marconi. Tra una battuta e l’altra ’Nduccio, al secolo Germano D’Aurelio, conduce la serata, facendo una serie di domande al candidato sindaco e permettendogli così di presentare il suo programma elettorale particolarmente centrato ieri sera su Chieti Scalo, visto che oggi si replica sul colle. ’Nduccio gli lancia la volata definendo la sua iniziativa «coraggiosissima, audace, una sfida fortissima» e il candidato sindaco ne approfitta per tornare a sottolineare che la sua è una «coalizione trasversale con un obiettivo comune: il bene della città. Noi andiamo da destra a sinistra, con me al centro che ho deciso di fare l’allenatore di questo gruppo».
Poi Di Iorio tocca i problemi di Chieti Scalo, dal distretto sanitario chiuso, alla mancanza di vigili urbani, alla delegazione comunale semivuota, alla carenza di servizi e ai problemi della zona industriale. Dice che vuole rivitalizzare la parte bassa della città, pedonalizzando una parte della Tiburtina, creando un centro culturale, una pista ciclabile che dal parco fluviale, ora abbandonato, arrivi fino a Dragonara, pensando a tutelare l’ospedale e promette il primo consiglio comunale nella delegazione scalina. Cita anche l’appoggio che il comitato ChietiscaloNoi di Camillo Carapelle ha deciso di riservargli e poi passa la parola ad alcuni suoi candidati. Sul palco salgono tre giovani candidati e un personaggio d’esperienza: Eminda Turli, per la lista civica del sindaco, l’insegnante Chiara Romagnoli per Azione democratica, la giovane mamma Sabrina Iezzi per Forza Chieti e il dirigente della Regione, capogruppo di Italia Viva, Giancarlo Zappacosta. È lui ad attaccare gli avversari: uno in particolare, il candidato del centrodestra Fabrizio Di Stefano. «È stato consigliere regionale, deputato e senatore senza lasciare traccia di sé», dice e ’Nduccio lo riprende scherzosamente con un «sei cattivo». Lo stesso ’Nduccio chiama poi sul palco due dei sostenitori del polo civico, Mauro Febbo e Alessandro Marzoli. Da loro nessun attacco: Febbo insiste sulla concretezza del programma, Marzoli sulla composizione del polo civico, derivante da «percorsi diversi che si incrociano grazie a scelte rivoluzionarie». La conclusione tocca di nuovo a Di Iorio che la dedica a un’altra anima del suo schieramento, «l’ex sindaco Francesco Ricci che in questi giorni è stato ingiustamente attaccato».

