Di Lello, la difesa prepara battaglia

Domani in Assise gli avvocati puntano al giudizio abbreviato, la Procura insiste per la premeditazione
VASTO. Il primo febbraio Fabio Di Lello, 33 anni, uccide con tre colpi di pistola Italo D’Elisa, 22 anni. Lo fa perché quel ragazzo il primo luglio 2016 ha investito e ucciso sua moglie, Roberta Smargiassi, in un incidente stradale. Domani, 2 marzo, un mese dopo l’omicidio, comincia il processo per direttissima per Fabio Di Lello davanti ai giudici della Corte d’assise di Lanciano. L’ipotesi di reato è omicidio volontario premeditato, un’accusa che potrebbe tradursi nel carcere a vita per l’imputato.
La difesa ha un unico modo per evitarlo: dimostrare che l’omicidio non è stato premeditato. La Procura è convinta, però, del contrario. Non a caso ha chiesto il rito direttissimo subito dopo aver ascoltato Di Lello. Il giudizio direttissimo, nell’ordinamento giuridico italiano, è un procedimento penale speciale, previsto dagli articoli 449 e seguenti del codice di procedura penale, caratterizzato dalla mancanza dell’udienza preliminare e della fase pre-dibattimentale del giudizio ordinario. La difesa di Di Lello, che non è potuta ricorrere ad un incidente probatorio, prepara la battaglia in aula. Gli avvocati Giovanni Cerella e Pierpaolo Andreoni chiederanno i termini a difesa, per arrivare a un rito abbreviato, e la perizia psichiatrica per il loro assistito. «È necessario per dimostrare che Di Lello aveva una pistola perché voleva togliersi la vita. Andava a dormire al cimitero davanti alla tomba della moglie. Aveva smesso di vivere da mesi», insiste l’avvocato Cerella. Il procuratore capo di Vasto, Giampiero Di Florio, e il sostituto Gabriella De Lucia ritengono di avere in mano prove che attesterebbero il contrario: per Di Lello vendicare la moglie era diventata una missione, un dono dovuto alla donna che lo avrebbe reso padre proprio in questi giorni. Domani in aula non ci saranno i genitori di Italo. Angelo D’Elisa e la moglie Diana, sconvolti dalla tragica uccisione del figlio, rifuggono le telecamere. E domani sull’aula del processo di telecamere se ne accenderanno molte. La costituzione di parte civile sarà presentata dall’avvocato Pompeo Del Re. «Presumo ci sia costituzione di parte civile. Al momento non ho ancora ricevuto comunicazioni in tal senso», dice il legale dei D’Elisa. Il processo comincerà alle 10. Di Lello, nel caso, arriverà a Lanciano dal carcere di Torre Sinello, a Vasto. Il riesame fino a ieri sera non si era ancora pronunciato sull’annullamento della custodia cautelare. (p.c.)
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