Di Lello, riesame fra 6 giorni sulla richiesta di scarcerazione

21 Febbraio 2017

Uccise il 22enne a colpi di pistola: fissata l’udienza per la revoca della custodia in carcere Oggi, intanto, verrà dichiarato estinto il processo per omicidio stradale contro Italo

VASTO. La perizia psichiatrica in carcere non è ancora stata fissata e per conoscere il risultato delle perizie sui cellulari occorre attendere ancora qualche giorno. In compenso fra sei giorni il Tribunale del riesame deciderà se accogliere o meno il ricorso presentato dagli avvocati che difendono Fabio Di Lello, 33 anni. Il primo febbraio scorso l’uomo ha ucciso, con tre colpi di pistola, Italo D’Elisa per vendicare la moglie Roberta Smargiassi morta il primo luglio 2016 dopo essere stata investita dall’auto del 22enne. Da 20 giorni Di Lello è in carcere. Il 27 febbraio il Riesame dirà se la custodia cautelare va annullata. Sarà il primo banco di prova anche per l’accusa, che sostiene la premeditazione.

I legali di Di Lello, Giovanni Cerella e Pierpaolo Andreoni, hanno presentato ricorso al Riesame contro la custodia cautelare in carcere, in base a precise disposizioni costituzionali (l’articolo 13 che ricorda che la libertà di ogni cittadino è inviolabile) ma sopratutto del Codice di procedura penale. Questo, agli articoli 272 e seguenti, prevede e disciplina le condizioni di applicazione delle misure cautelari (coercitive e non coercitive) specificando che i rimedi sono applicabili se sono riscontrabili specifiche esigenze cautelari, se c’è il pericolo di inquinamento delle prove (e in tale ipotesi non rientra il diritto al silenzio dell’accusato); se c’è pericolo che l’indagato fugga oppure che reiteri il reato. La difesa di Di Lello ricorda anche che sono previsti particolari provvedimenti per la tutela degli accusati che si trovano in precarie condizioni di salute. Andreoni e Cerella insistono sulla perizia psichiatrica per dimostrare che Di Lello non è pericoloso, sta molto male e andrebbe curato in un luogo adatto. Motivazioni che hanno spaccato la città in due. In tanti hanno ricordato che la custodia cautelare va applicata automaticamente quando si procede per delitti per i quali la legge stabilisce la pena dell’ergastolo.

Qualora venisse riconosciuta la premeditazione dell’uccisione di Italo D’Elisa (particolare sul quale si confronteranno presto difesa e accusa), Fabio Di Lello rischia il carcere a vita. L’attesa per l’udienza del 27 febbraio è quindi grande. Oggi invece sarà dichiarato estinto il processo per omicidio stradale a carico di Italo D’Elisa. L’udienza durerà pochi minuti, il tempo di sentire la pubblica accusa e la difesa e prendere atto che l’imputato non è più in vita. Un altro giorno tristissimo per la famiglia D’Elisa. Un altro passaggio che rinnoverà il dolore atroce della morte del ventiduenne. «È una vicenda in cui hanno perso tutti e che vede due famiglie soffrire tantissimo», ha sottolinenato più volte, durante i funerali del giovane, il parroco della chiesa della Madonna del Sabato Santo, don Antonio Totaro. E sono in tanti in città a pensarla come lui.

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