Di Lorenzo, inchiesta vicina alla chiusura

5 Aprile 2016

Tra le ipotesi di reato potrebbe scattare l’associazione per delinquere, è indagato insieme ad altre quattro persone

LANCIANO. È alle battute finali l’inchiesta che coinvolge l’ex manager della Honda, Silvio Di Lorenzo, accusato dalla casa giapponese di aver ordito «un sistema che scredita gravemente la società all’interno dell’azienda (presso i dipendenti), all’interno del gruppo Honda (con relativi vertici), all’esterno, con riguardo tanto ai fornitori che alle banche, ai concorrenti, ai clienti e distributori e anche agli organismi ed enti collettivi del territorio di Chieti, come sindacati, Confindustria, Camera di commercio», stimando una cifra complessiva di danni patrimoniali e non patrimoniali di 10 milioni di euro. La Honda, nell’estate 2014, ha presentato al Tribunale delle imprese dell’Aquila una dettagliata denuncia contro l’ex vice presidente, ai massimi vertici dello stabilimento di contrada Saletti per 30 anni (dal 1982 al 2012). Di Lorenzo, a cui furono conferiti i poteri e le deleghe per operare autonomamente in nome e per conto dell’azienda (anche di assumere e licenziare operai fissandone retribuzione e mansione), secondo le accuse della Honda avrebbe agito per anni da «infedele amministratore» causando «ingiustificate e gravissime perdite alla società». Parallelamente la Honda ha presentato un esposto alla Procura di Lanciano. Oltre al procuratore capo Francesco Menditto, ad analizzare le centinaia di documenti contenuti nel dossier Honda è anche il Nucleo della polizia tributaria della guardia di finanza di Chieti, coordinato dal maggiore Alberto De Ventura. Le Fiamme gialle hanno effettuato diverse perquisizioni e sequestri negli uffici e nelle abitazioni di persone (almeno cinque) che, oltre a Di Lorenzo, risultano coinvolte nell’inchiesta. Le indagini, partite da un’ipotesi di reato di truffa, starebbero virando verso quella di associazione a delinquere. Della questione Honda e Di Lorenzo si è occupata anche la trasmissione di inchiesta “Report” di Rai3. Domenica il debutto della nuova stagione della trasmissione di Milena Gabanelli si è interessata al mondo di Confindustria. Il giornalista Bernardo Iovene è venuto in Abruzzo e ha intervistato il direttore del Centro, Mauro Tedeschini, per chiarire la posizione che assunse Confindustria nella vicenda che portò poi la Honda ad uscire dall’associazione degli industriali. «Se si dovessero accertare responsabilità in capo a Di Lorenzo o altri», ha detto il segretario della Uilm Chieti-Pescara, Nicola Manzi (anch’egli intervistato), in riferimento alla volontà di Honda di delocalizzare le produzioni in Asia e alla perdita di centinaia di posti di lavoro, «credo che il territorio debba costituirsi parte civile».

Daria De Laurentiis