Di Meco, un film per rinascere dal dolore

Lanciano. Al via la proiezione della pellicola che inizia dalla morte di Marcello, 17 anni, in una gara di calcio
LANCIANO. La perdita di un figlio e il bisogno di rinascita che scaturisce dal dolore. Racconta questo il film “Come castelli di sabbia: un racconto familiare”, che prende spunto dalla vicenda di Marcello Di Meco, morto a 17 anni il 3 marzo 2005 durante una partita di pallone, a causa di un malore divenuto fatale per la mancanza di defibrillatori in campo. Una vicenda che scosse la comunità locale, ma dalla quale è nata un’esperienza di volontariato e solidarietà qual è l’associazione “Gli amici di Marcello”, che in tre anni ha già donato dieci defibrillatori. Oggi, con il film, arriva un altro contributo da familiari e amici del giovane, un messaggio educativo e di speranza.
La pellicola, prodotta dalla Picsat Abruzzo, casa di produzione cinematografica indipendente, è in proiezione al Ciakcity di via Bellisario da oggi (la prima con il cast è alle ore 21) al 6 febbraio. «L’idea è partita da una mia esigenza personale», racconta il regista 21enne Paolo Sideri, «quella di capire cos’è il dolore dopo la morte di mia nonna. Così è nato il dialogo con Vittorio Di Meco, papà di Marcello. All’inizio non doveva essere un film, ma ne è nato un viaggio per capire il senso di resilienza. La storia di Marcello è un punto di partenza, ma il film racconta il presente e il futuro. È un messaggio di speranza per coloro che il dolore ha posto davanti a un bivio». «Non è la denuncia di una tragedia, che resta personale», dice Vittorio Di Meco, che si definisce padre-orfano e dal cui libro è tratto il film, «dal mio dolore cerco di indicare una strada per continuare a relazionarsi». La pellicola ha il patrocinio del Comune di Lanciano. «Vogliamo promuovere questo lavoro e aprirlo alla partecipazione della cittadinanza», dice l’assessore alla cultura Marusca Miscia. E le scuole hanno risposto all’appello: saranno 1.050 studenti di classico e artistico, scientifico e Da Vinci-De Giorgio, a partecipare alle due proiezioni mattutine, del 1° (ore 11) e del 5 febbraio (ore 10). «È un’opportunità per i ragazzi di riflettere sul dolore», sottolinea Angela Tiberio, docente del Classico, «da cui oggi si rifugge ma che può aprire nuove vie di conoscenza». Oltre al papà di Marcello, protagoniste del film sono la mamma Stefania, la sorella Martina e l’amica Silvia D’Orsogna. Al film hanno lavorato Gianmaria Tantimonaco, Marco Rivolta, Fabrizio Bartolini, Enrico D’Amico, Matteo Blanco e Orazio Ciancone. (s.so.)
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