Di Paolo tra patenti e sport ma sempre con i giovani

Personaggi della teatinità. Ex funzionario della Motorizzazione civile dirigente del Cus insignito da Malagò con la stella d’argento al merito sportivo
CHIETI. Ha dato la patente di guida a mezza Chieti, nei lunghi anni in cui ha svolto il ruolo di funzionario della Motorizzazione Civile, ed è stato sempre in prima linea quando si è trattato di operare in favore dei giovani, come dirigente sportivo: questa è la foto di sintesi che si può fare per Giovanni Di Paolo, 93 anni, Nino per i tantissimi amici che conta, il personaggio della odierna vetrina. Era lui che solitamente saliva a bordo delle automobili dei privati o delle autoscuola per l'esame pratico di guida e che sapeva mettere a totale agio l'aspirante automobilista. Sempre cortese, ma preciso nei consigli e nelle valutazioni, perfettamente conscio, soprattutto nei confronti dei giovani, che quell'esame rappresentava nella loro vita una svolta importante. Molti ricordano ancora le sue raccomandazioni nel dare il via libera alla concessione della patente, perché entrare nel mondo degli automobilisti rappresentasse un momento di crescita e soprattutto di assunzione di responsabilità verso se stessi e verso gli altri. Riguardo allo sport, ho di lui ricordi personali bellissimi, negli anni vissuti nel Cus Chieti e nella squadra di basket femminile, insieme ad altri eccezionali personaggi, come i compianti Attilio Civitarese, Renato Rinaldi e Nino Salsa. C'era anche, attivissimo, Gianfranco Rabottini a fare da supporto all'allora presidente del centro universitario Roberto Di Carlo. Un quintetto di persone innamorate dello sport e della città, verso la quale erano sempre disponibili a dare una mano per qualsiasi iniziativa, nelle manifestazioni sportive ma anche in tutti gli altri settori della vita cittadina. Si ricorderà il grande contributo dato, ad esempio, da don Attilio Civitarese alla banda cittadina. Tornando a Nino Di Paolo è stato davvero un grande dirigente sportivo, e non mi ha di certo sorpreso la notizia che il presidente del Coni Giovanni Malagò gli ha concesso la stella d'argento al merito sportivo, per i 40 anni passati nello sport, prima come dirigente del Cus basket femminile e poi con un ruolo di grande responsabilità in seno alla sezione provinciale della Figc dilettanti di Chieti. Posso testimoniare, in modo diretto, per essere stato per lunghi anni allenatore della squadra femminile di basket, che Nino in quel contesto aveva un ruolo fondamentale, non solo come organizzatore dei vari momenti che nell'affrontare i campionati andavano vissuti, dagli allenamenti alle partite, ma rappresentava un punto di riferimento per tanti problemi che dovevamo affrontare e superare. Preziosa poi era la sua specifica competenza, maturata nel ruolo che aveva negli uffici della motorizzazione. Per quanto riguarda il suo ruolo alla sezione teatina della Federazione Gioco Calcio, svolto a titolo gratuito, come aveva fatto nei lunghi anni passati nella organizzazione del Centro Sportivo Universitario, nel quale era entrato a dare una sostanziosa mano, fin dall'inizio quando, con il nome di Circolo Universitario Teatino si dette inizio alla squadra di basket femminile, basta riportare il giudizio dato sulla importanza della sua azione dal presidente della Figc Tonino Salvatore: "è il factotum della organizzazione". Puro volontariato, sostenuto dalla passione per lo sport, spinto dalla sola voglia di partecipare a momenti in cui il nome di Chieti e i colori sociali venivano esaltati dalle vittorie e dai traguardi raggiunti. Ha rappresentato e rappresenta un esempio anche su come lo sport deve essere interpretato: tanto agonismo ma sempre improntato sulla lealtà. Non gli ho mai visto assumere atteggiamenti di protesta per una decisione arbitrale o scadere nella faziosità.
Il suo amore per la città poi è stato sempre fuori misura: non accettava nemmeno che si potesse criticare Chieti. «La nostra città è bellissima e ci si vive bene, se tu non ci stai bene vattene, che saremo più larghi». Non si creda però che Di Paolo sia capace di chiudere le porte in faccia a qualcuno: la sua innata cordialità, la sua correttezza, il suo senso civico lo portano invece ad essere sempre disponibile a stare insieme per vivere i momenti migliori che la vita può offrire. Teatino doc, a buon diritto.

