Di Pietro ai vertici della Asl «La nomina non è regolare»

18 Giugno 2017

Traballa la direzione amministrativa: la dirigente non avrebbe tutti i requisiti La Procura della Corte dei conti dà ragione al consigliere regionale Febbo

CHIETI. Il direttore amministrativo della Asl Lanciano Vasto Ortona Sabrina Di Pietro non avrebbe i requisiti necessari a ricoprire la carica. A sostenerlo questa volta non è solo il consigliere regionale, presidente della Commissione di vigilanza, Mauro Febbo, ma la Procura regionale della Corte dei conti. Il procuratore regionale Maurizio Stanco ha infatti inviato alla Asl un decreto di richiesta documenti e informazioni perché al momento non ritiene che quelle in proprio possesso certifichino che la Di Pietro ha tutte le carte in regole per ricoprire l’importante incarico al vertice amministrativo della Asl. «Visto il delinearsi della non conformità a legge della nomina del direttore amministrativo nella persona della dottoressa Sabrina Di Pietro», scrive infatti Stanco, «per l’assenza del requisito della direzione quinquennale di struttura sanitaria di media e grande dimensione, non essendo utile il periodo relativo alla “ex Onpi” di Caprara del Comune di Spoltore, dispongo che la Asl fornisca a questa Procura regionale elementi integrativi di delucidazione». Il procuratore assegna 20 giorni perché la Asl integri la documentazione relativa alla Di Pietro, in modo che risulti idonea al ruolo. Per il momento si è parlato solo della permanenza della Di Pietro alla guida dell’ex Onpi, per dimostrare che la dirigente possiede il requisito richiesto dalla legge secondo cui il direttore amministrativo della Asl deve aver “svolto per almeno cinque anni una qualificata attività di direzione tecnica o amministrativa in enti o strutture pubbliche o private di media o grande dimensione”. Ma, per la Corte dei conti, come aveva più volte sottolineato Febbo, «l’ex Onpi non è una struttura sanitaria e né ha ricevuto autorizzazioni quale struttura sociosanitaria in favore di anziani». E inoltre, «l’ex Onpi», scrive ancora Stanco, «non sembra affatto soddisfare il requisito dimensionale previsto dal legislatore». Quindi, se nel curriculum della Di Pietro c’è qualche altra cosa che possa soddisfare quanto richiesto dalla legge per il ruolo che ricopre da alcuni mesi, questo è il momento per farlo subito saltar fuori. Altrimenti sembra evidente che la Procura della Corte dei conti dia piena ragione al consigliere Febbo. Che nel frattempo lamenta la segretezza con cui è stato trattato il caso: «Mi fa specie e meraviglia», dice, «come si è cercato di voler sottacere e secretare quello che comunque sarebbe saltato fuori da parte della stessa Asl».
Febbo riflette anche su quali saranno le ripercussioni qualora la Di Pietro sarà costretta a lasciare il proprio posto: potrebbero nascere una serie di contenziosi e ricorsi contro gli atti firmati da un direttore amministrativo che non aveva i titoli per ricoprire quel ruolo. Una situazione molto delicata per la Asl teatina. (a.i.)