Di Pietro al vertice della Asl La Corte dei Conti: tutto in regola

31 Ottobre 2017

Archiviata l’inchiesta contabile aperta dopo l’esposto di Febbo. Il manager Flacco: «Nessun abuso» L’assessore Paolucci: l’azienda ha operato correttamente, ora gli sciacalli politici chiedano scusa

CHIETI. Per la Corte dei conti non ci furono abusi, irregolarità o illegittimità. La nomina al vertice della struttura amministrativa della Asl di Sabrina Di Pietro da parte del direttore generale Pasquale Flacco fu assolutamente regolare. L’inchiesta aperta dalla Corte è stata infatti chiusa con l’archiviazione. A darne comunicazione alla direzione aziendale è stata la Procura generale per l’Abruzzo, che ieri ha ufficializzato l’archiviazione del caso, portato all’attenzione della magistratura contabile da un esposto dal presidente della Commissione di vigilanza, Mauro Febbo. Il consigliere regionale aveva ingaggiato una battaglia contro la nomina della professionista che riteneva non potesse ricoprire il ruolo perché non aveva tutti i requisiti curriculari richiesti dalla legge. Febbo, ricordano ora dalla Asl, aveva denunciato «violazioni di leggi e regolamenti, danni erariali, condotte omissive da parte dell’azienda inchiodata, invece, dall’inchiesta della Corte dei conti che la risposta fornita dalla Asl stessa non l’aveva bevuta». Secondo Flacco, invece, è stata «una fortuna la richiesta di documenti e informazioni, perché attraverso carte e atti abbiamo potuto dimostrare che la nomina della Di Pietro non era affatto illegittima. Non si è verificato, dunque, quel terremoto che era stato preannunciato e, evidentemente, auspicato. Questa direzione è stata per mesi sbeffeggiata», si sfoga il manager, «tacciata di opacità e ritenuta responsabile di imbrogli che avevano causato danni ingenti all’azienda stessa, insomma che meritavamo di finire sul rogo. Siamo stati condannati in premessa, ancor prima che si esprimesse l’organo titolato a farlo, dando per scontato il grave profilo di responsabilità tenuto sotto ogni punto di vista. Ma il tempo è dalla parte degli onesti, di chi sa, in coscienza, di aver rispettato le regole, e che non ha paura degli accertamenti, che possono far emergere solo la verità. L’archiviazione», termina il direttore generale Asl, «dissipa qualunque ombra sulla condotta di questa direzione, e restituisce a tutti i soggetti coinvolti, a partire da Sabrina Di Pietro, quella onorabilità mai persa, ma cannoneggiata a colpi di congetture spacciate per verità assolute».
«L'archiviazione», ha aggiunto l’assessore regionale alla sanità Silvio Paolucci, «stabilisce il corretto operato dal punto di vista contabile della Asl di Chieti e dell'intero management. Sulla questione è stato portato avanti un ripetuto sciacallaggio politico dal consigliere regionale Febbo che ora sulla questione contabile invece è stato completamente smentito, e dovrebbe ora porgere le sue scuse. Ritengo che la politica anche in contraddittorio non debba essere portata avanti in questo modo. Ad ogni modo sulla questione contabile, chiarezza è stata fatta. Ringrazio la direzione Asl e l'ex direttrice amministrativa Di Pietro».