Di Primio al Papa: Santità, venga in Abruzzo

Il sindaco in udienza da Francesco: «È la terza volta che lo incontro. È sempre un’emozione»
CHIETI. «Cosa gli ho chiesto? Non ho avuto la sfacciataggine di invitarlo a Chieti perché so come funzionano queste cose, ma gli ho detto di venire in Abruzzo perché la nostra regione ne ha bisogno». Il sindaco Umberto Di Primio si è ritrovato, ieri, faccia a faccia con Papa Francesco: «È la terza volta che lo incontro, la seconda in udienza privata», racconta il sindaco, «ma non è la prima volta che vedo un papa: ho incontrato Papa Giovanni Paolo II, sempre con la fascia tricolore quando ero presidente del consiglio comunale, poi Papa Ratzinger e, adesso, Papa Francesco». Insomma, i papi passano ma Di Primio resta. Il sindaco ha partecipato all’udienza insieme ad altri cento primi cittadini d’Italia: «È stato un grande onore essere l’unico sindaco d’Abruzzo nella sala Clementina del Vaticano».
Davanti ai sindaci, Papa Francesco ha disegnato la città ideale che «non ammette i sensi unici di un individualismo esasperato, che dissocia l’interesse privato da quello pubblico. Non sopporta nemmeno i vicoli ciechi della corruzione. Un sindaco deve avere la virtù della prudenza per governare, ma anche la virtù del coraggio per andare avanti e la virtù della tenerezza per avvicinarsi ai più deboli».
Al termine, Di Primio si è avvicinato al Papa e ha scambiato qualche parola con lui: «Gli ho raccontato che, nell’Anci, mi occupo della riforma della pubblica amministrazione con un’attenzione rivolta a 170 mila posti di lavoro. Ho assicurato che ci spenderemo tutti per garantire la dignità del lavoro e per il giusto riconoscimento dei diritti». Poi, l’invito a visitare l’Abruzzo: «Non l’ho invitato a Chieti perché in queste situazioni tutti lo invitano e so per esperienza che non serve proprio a niente: le visite di un papa si organizzano insieme alla curia. Ma gli ho chiesto di venire in Abruzzo prima possibile: nella nostra diocesi c’è il Volto Santo di Manoppello che altri Papi hanno già ammirato. E poi la nostra regione ha bisogno di un messaggio di speranza. A tutti i sindaci il Papa ha detto di pregare per lui, lui pregherà per noi. Ci scambieremo le preghiere». (p.l.)

