Di Primio-Di Biase, lo scontro è totale

16 Febbraio 2020

CHIETI. Il sindaco Umberto Di Primio contro gli ex fedelissimi. Lo scontro si è riproposto ieri nel vertice di Fratelli d’Italia che non ha visto passi avanti. Ognuno è rimasto sulle proprie...

CHIETI. Il sindaco Umberto Di Primio contro gli ex fedelissimi. Lo scontro si è riproposto ieri nel vertice di Fratelli d’Italia che non ha visto passi avanti. Ognuno è rimasto sulle proprie posizioni. Da una parte il sindaco, che vorrebbe entrare nel partito in crescita di Giorgia Meloni; dall’altra i suoi ex fedelissimi, già passati in FdI, che dicono no all’ingresso. Con i coordinatori di partito dall’una e dall’altra parte della barricata: quello provinciale, Antonio Tavani, a favore dei consiglieri e assessori che non vogliono Di Primio, e quello regionale, Etel Sigismondi, favorevole al suo ingresso insieme a tutto il suo gruppo, dall’assessore Antonio Viola ai consiglieri Nicoletta Di Biase, Marco Russo e Clara Ricciardi. Un passaggio che andrebbe a ingolfare la lista FdI, dove sono già transitati gli assessori Carla Di Biase e Giuseppe Giampietro e i consiglieri Stefania Donatelli, Nicola Rapposelli, Mario Troiano e Franco Di Pasquale, che ora minacciano di non candidarsi. Dell’incontro di ieri nessuno parla. Tavani non vuole rilasciare dichiarazioni se non che «l’obiettivo è quello di fare di FdI il partito più forte possibile, più forte pure della corazzata Lega, anche al costo di scelte impopolari». Di Primio invece parla e non le manda a dire. Lancia messaggi precisi, rivolti in particolare contro l’assessore Di Biase, che lui ha difeso strenuamente dall’attacco di Forza Italia che ne chiedeva l’espulsione dalla giunta. «Non credo di dover temere fibrillazioni da parte di chi ha avuto tanto, perché queste persone sono state elette grazie a me», ha detto il sindaco, «perché sono assessori grazie a me, perché sono ancora in politica grazie a quello che io ho fatto qualche mese fa rivendicando un principio fondamentale, secondo cui nessuno può mettere veti ad alcuno o cacciare qualcuno. Questo principio valeva quando si è trattato di salvare un assessore e credo valga sempre». Resta il fatto che proprio la Di Biase e gli ex fedelissimi ora si oppongono al passaggio che potrebbe salvare e rilanciare la carriera politica del sindaco senza più partito. (cr.ch.)