Di Primio: Ferrara incompetente E ora la lite finisce con le denunce

Scoppia la polemica sulla Teateservizi in liquidazione, l’ex sindaco lancia accuse su Facebook La maggioranza pronta a portare il caso in Procura: «Leone da tastiera, fantasma del centrodestra»
CHIETI. «La rissa non mi appartiene né per cultura né per storia politica. In questo momento ho davvero tanto da fare: i problemi della città sono la priorità e mi impegnano totalmente. Per chi governa, il tempo è troppo prezioso e non può essere sprecato in questioni di tale livello». Predica pace in Comune il sindaco Diego Ferrara ma, nel suo staff, non ci sono soltanto colombe: adesso i falchi stanno passando al setaccio le accuse che l’ex sindaco Umberto Di Primio ha affidato a Facebook per scoprire eventuali reati. Fiumi di parole in cui Di Primio dipinge così Ferrara: «Un sindaco incompetente e assente, comandato a bacchetta dai suoi alleati, a cui lascia fare tutto e di tutto, guardato a vista dai sinistri che l’hanno messo sotto tutela». Sono passati i giorni delle promesse di collaborazione offerta di Di Primio al debutto di Ferrara in Comune con tanto di foto in posa sorridenti: i due potrebbero rivedersi in tribunale. La lite potrebbe finire a denunce.
Il perché Di Primio, due mandati da sindaco dal 2010 al 2020, inveisca contro Ferrara è legato alla crisi della Teateservizi, la partecipata al 100% comunale che si occupa della riscossione delle tasse e della gestione dei parcheggi a pagamento e del cimitero: la Teateservizi, con i bilanci del 2018 e 2019 non approvati e con una perdita di 409mila euro, è piombata in liquidazione. E tra i due litiganti ne spunta anche un terzo: è l’assessore Enrico Raimondi che, sulla Teateservizi, attacca l’ex sindaco: «Dice che ha controllato. Siamo ancora in attesa dell’esito dei suoi controlli».
A mandare la partecipata in liquidazione è stato Massimo Marchetti, l’amministratore unico nominato nel 2019 da Di Primio e revocato da Ferrara due mesi fa ma ancora al vertice della Teateservizi. Nell’ultima assemblea dei soci, Ferrara ha nominato commissario liquidatore il commercialista Luca Di Iorio. Il piano del sindaco è una liquidazione a tempo: quanto basta per ripianare le perdite e poi avviare il risanamento.
Da almeno 8 anni, alla Teateservizi gli allarmi sulle riscossioni delle tasse al ribasso sono una regola: li hanno lanciati, a più riprese, Corte dei conti e revisori contabili. Per Di Primio, la responsabilità è di Ferrara, al timone da un anno e mezzo: «Ha dormito ed è fuggito per un anno. Se la Ts è per legge in liquidazione, non è solo per perdita capitale, ma perché l’assemblea non funziona da un anno». In un altro post, l’ex sindaco rilancia: «Ferrara accusa, confuso e privo di argomenti, affetto sempre da torcicollismo acuto, chi l’ha preceduto e sostiene che non si sarebbe vigilato a dovere».
Ormai, volano gli stracci tra l’ex sindaco e la maggioranza che replica così: «Da primo cittadino a leone da tastiera, deve essere grama la vita da emerito, se chi ha governato la città portandola allo stato in cui è oggi, è costretto a fare politica su Facebook lanciando strali cercando di attribuire responsabilità e colpe a chi non ne ha. Un fantasma, meglio, il fantasma di un centrodestra teatino inesistente, che nonostante si sia attribuito da solo tale ruolo, decidendo di restare fuori dal consiglio comunale, non è approdato in nessun’altra assise e quando può cerca di dare voce, forse alla nostalgia, o ai pensieri da ex». La maggioranza, alle prese con il predissesto per un disavanzo da 78 milioni, prosegue: «L’amministrazione sta cercando di evitare il fallimento di una società e il dissesto di un Comune che lui in questi anni ha governato. Stante ciò ci resta davvero incomprensibile il suo perché. Cosa voglia ottenere. E, soprattutto, perché tanta competenza la spenda su Facebook e non l’abbia applicata per far fare a Teateservizi quello che doveva ed evitare al Comune di arrivare nuovamente sull’orlo di un dissesto».

