Di Primio lancia un sindaco donna «Candidiamo l’assessore Salute»

1 Settembre 2019

Si vota in città tra meno di un anno, ecco il piano dell’uscente: «Lavoriamo a un’ipotesi condivisa»  Si cerca l’accordo con Fratelli d’Italia e Di Biase è già in azione per costruire consenso al progetto

CHIETI. Il sindaco uscente Umberto Di Primio, a meno di un anno dalle elezioni, ha un’«idea» per il futuro del Comune: è l’assessore Maria Rita Salute il candidato ideale del sindaco che dopo due mandati non può ricandidarsi. Avvocato da 27 anni e assessore agli affari legali con Nicola Cucullo sindaco tra il 1993 e il 1995, Salute guida le politiche della casa, il settore che era finito al centro di uno scandalo giudiziario per l’assegnazione delle case popolari. E ora, sottolinea Di Primio, quegli schizzi di fango sul Comune sono soltanto un ricordo: «La gestione dell’assessorato è positiva, ormai con Salute non si parla più di scandali». E Di Primio parla apertamente della possibilità di una candidatura dell’assessore: «Non sono soltanto io a vedere di buon occhio la candidatura di Salute, io ascolto quello che dice la gente e il giudizio è senz’altro positivo. In Comune ha lavorato bene in un settore delicato, ha saputo mantenere il dialogo aperto anche con le frange più violente del tifo comunale», dice il sindaco riferendosi alla crisi aperta con i ribelli di Forza Italia, «vanta esperienze amministrative importanti ed è una professionista affermata che non avrebbe alcun bisogno di fare il sindaco per vivere». E quest’ultimo è un dettaglio decisivo secondo Di Primio: la libertà di un sindaco si misura con la sua «indipendenza totale», soprattutto in termini di cambiali politiche. «E poi», sottolinea Di Primio, «è una donna e proviene da Chieti Scalo: finalmente potrebbe soddisfare anche queste due esigenze che provengono dalla città».
E gli alleati? Secondo Di Primio, Salute «potrebbe trovare il favore di altri soggetti laddove la politica decidesse di candidare una persona che non è necessariamente inquadrata con una tessera di partito». Il sindaco punta a un consenso allargato: no alle imposizioni, dice, non è più tempo di prove di forza. «Certamente i partiti dovranno fare le proprie proposte e le proprie scelte, quindi, oltre alla Salute, non escludo anche altre personalità che possano portare un valore aggiunto». Personalità pescate dalla società civile ma, avverte Di Primio, «che abbiano una solida esperienza amministrativa altrimenti non si va da nessuna parte: non ci si improvvisa amministratori».
I primi che potrebbero appoggiare la candidatura di Salute sono gli esponenti di Fratelli d’Italia: il sindaco sembra sempre più vicino a Fdi e il partito di Giorgia Meloni ha accolto l’assessore Carla Di Biase, fedelissima di Di Primio, e l’ha difesa dalle polemiche dell’assessore regionale Mauro Febbo e degli altri di Forza Italia. Fatta questa premessa, Fdi potrebbe dire sì e Di Biase sarebbe già al lavoro per creare interesse intorno all’ipotesi Salute. Puntare sull’assessore esterna, chiamata da Di Primio a risollevare le sorti di un settore finito nella polvere agitata dalle inchieste giudiziarie, è un progetto che piacerebbe anche ai vertici di Fdi. Salute, però, non ha dato ancora la sua disponibilità: a chi le ha parlato dell’eventualità di candidarsi a sindaco, avrebbe risposto con un gentile rifiuto. Un no, però, che potrebbe anche significare la necessità di prendere tempo per riflettere di fronte a un incarico totalizzante. Su questo, uno che potrebbe convincere l’assessore è Di Primio: tra Salute e Di Primio c’è un rapporto di fiducia totale. Tanto che, nei giorni della pressante richiesta di Forza Italia per un rimpasto in giunta, il sindaco si è detto disponibile a trattare su tutti tranne che su Salute e Valentina Luise, gli assessori esterni che lui stesso ha scelto di nominare. È presto per dire come andrà a finire. Salute non è l’unica papabile: tra i componenti della giunta, in corsa c’è Mario Colantonio, assessore in quota Forza Italia ma ormai più vicino alle posizioni del sindaco che di Febbo. Colantonio potrebbe lasciare Forza Italia e trovarsi davanti due scelte: aderire a Fdi o alla Lega.
Alle elezioni, il sindaco non sarà candidato: «Farò una lista civica che raccoglie l’eredità del civismo del 2015», dice Di Primio, «sarà un movimento aperto a tutti. Poi, se ci saranno altre liste da costruire, collaborerò attivamente. Magari non con Forza Italia».