Di Primio-Legnini: Parole al veleno sul caso ex caserma

Il sindaco al sottosegretario: fa minacce faziose e di parte E l’altro ribatte: la sua reazione spropositata e fuori luogo
CHIETI. «Alle minacce del sottosegretario Legnini, faziose e di parte, rispondo con i fatti. La partita sul riutilizzo delle caserme cittadine dismesse l’ho iniziata io due anni fa e, alla luce degli ultimi accadimenti, stiamo ottenendo ciò che volevo per il bene della mia città».
Il sindaco, Umberto Di Primio, attacca il sottosegretario, Giovanni Legnini, che gli ribatte: «La reazione del sindaco è spropositata, fuori luogo e strumentale. Di conseguenza preferisco non commentarla perché si commenta da sola. Per il resto - afferma Legnini - io sono ben felice se la caserma Bucciante diventerà di proprietà del Comune ma adesso la priorità è trovare i circa 9 milioni di euro che servono per renderla fruibile. Mi batterò strenuamente per ottenere questi fondi. L’obiettivo non è essere intestatari catastali della caserma bensì farne un’eccellenza per la collettività. Siamo di fronte ad un’azione istituzionale mai fatta prima per Chieti». Il botta e risposta tra il sindaco e onorevole si consuma sullo sfondo di un braccio di ferro politico di cruciale importanza in vista delle prossime elezioni comunali. Dal riutilizzo delle caserme dismesse passa il futuro di Chieti e chi arriva primo vince la partita. Legnini agisce a livello governativo ma Di Primio non ci sta a perdere la visibilità in casa propria. Così cerca di sorpassare il contendente etichettando, sul suo profilo Facebook, il commento di Legnini («Di Primio dà notizie infondate») a margine dell’incontro in prefettura per il riempimento dei contenitori vuoti in città, come una «immatura posizione di parte». E annunciando che: «Dopo la Settimana mozartiana organizzerò un incontro pubblico per formulare una serie di riflessioni, da portare all’attenzione del tavolo prefettizio, sulla prossima destinazione dell’ex ospedale militare che deve diventare una fabbrica della cultura capace non solo di produrre conoscenza ma anche di generare economia e posti di lavoro». Il primo passaggio sarà quello di strappare all’Agenzia del Demanio la titolarità della caserma Bucciante. Il sindaco ostenta fiducia alla vigilia dell’arrivo in città, previsto per domani, del sottosegretario al ministero della Difesa, onorevole Gioacchino Alfano. «Sfugge a Legnini che il presidente del Consiglio Renzi ha sollecitato il trasferimento delle caserme dismesse in capo ai Comuni. Farò di tutto - avverte il sindaco - affinché la Bucciante diventi patrimonio di ogni cittadino di Chieti». Se per la Bucciante la trattativa con la Stato è ancora aperta, i giochi sono fatti per la Berardi consegnata ufficialmente ai Carabinieri pronti ad accorpare i servizi al momento dislocati tra le caserme di via Arniense, Madonna degli Angeli e via Colonnetta. Il sindaco ricorda la lettera inviata il 20 aprile 2012 al comando generale dei carabinieri. «Avevo suggerito l’idea di utilizzo della di lì a poco dismessa caserma Berardi. Il cerchio si è chiuso e spero - dice - che lo Stato finanzi la costruzione di 40 alloggi per rendere la Berardi il più grande polo dei carabinieri del Centro Italia. Nella caserma di via Arniense, invece, proporrò di spostarci la Procura».

