Di Primio: nessuno toccherà l’ex Burgo

Da Brucchi a Maragno, Baboro e Baldini: nasce in piazza Malta l’idea di fare sinergia tra i sindaci per sfidare la crisi
CHIETI. Giù le mani dalla ex Burgo. Per il sindaco Umberto Di Primio il progetto In.Te deve andare avanti e quello di Toto per l’ex zuccherificio va bene (“meglio un intervento che crei posti di lavoro e introiti per le casse comunali che la produzione delle erbacce e discariche abusive”) ma sui 17 ettari di proprietà dell’imprenditore e non sui 53 ettari di terreno.
Se ne riparlerà il 12 alla conferenza dei servizi già convocata alla quale dovrebbe essere presente anche la Regione. Di Primio lo ha ribadito ieri sera dal palco nel corso del suo “ComuniVerso”, evento che ha acceso i riflettori sull’universo dei Comuni organizzata ieri sera a piazza Malta, a un anno dalla riconferma elettorale. Insieme al sindaco sul palco c’erano i sindaci di Teramo, Montesilvano e Torrevecchia Teatina, Maurizio Brucchi, Francesco Maragno e Katja Baboro e il consigliere comunale di Mosciano Sant’Angelo, Nadia Baldini.
A moderare il dibattito c’era il giornalista del Centro, Lorenzo Colantonio. Tra il pubblico tantissimi amministratori pubblici ed esponenti politici. Dal sottosegretario Federica Chiavaroli, al consigliere regionale Paolo Gatti (prove tecniche di candidatura alla presidenza della Regione?), al responsabile regionale di Forza Italia Nazario Pagano, al sindaco di Rapino, Rocco Micucci, a quello di Casalbordino Filippo Marinucci, a tanti altri, senza contare quelli di Chieti.
Non c’erano, però, due dei punti di riferimento del centrodestra teatino come l’onorevole Fabrizio Di Stefano e il consigliere regionale Mauro Febbo. Di Primio, che è anche vice presidente nazionale dell’Anci, ha chiamato a raccolta gli amministratori locali per lanciare un messaggio più in alto: «Il governo nazionale non riesce a comprendere che non può lasciarci da soli ad affrontare le emergenze del territorio continuando a tagliare le risorse. Con moltissima difficoltà riusciamo a far fronte solo al minimo sindacale che vuol dire riparare una buca, ma continuiamo a fare i sindaci per passione». Di Primio ha intenzione di trasportare l’esperimento teatino in giro per l’Italia, anche per far capire ai cittadini le difficoltà incontrate nell’amministrare.
«Occorre anche capire che non esiste più il mondo di una volta», ha detto il sindaco, che tradotto significa che i fondi pubblici scarseggiano sempre di più e che anche le grandi manifestazioni come la Settimana Mozartiana vanno organizzate col sostegno dei privati. «Anche questa manifestazione», ha detto Di Primio, «l’abbiamo organizzata con i nostri soldi, non con quelli del Comune».
Problemi che conosce bene anche il sindaco di Montesilvano, che amministra una città da 54 mila abitanti che d’estate tocca anche i 110 mila. Stessa cosa per il sindaco di un centro più piccolo come Torrevecchia che punta sulla «sinergia tra enti» che non significa «fusione» tra i comuni, che fa temere una perdita di identità.
Ed è ancora la stessa cosa per un consigliere d’opposizione di 30 anni come la Baldini che si pone il problema della sfiducia dei giovani nei riguardi della politica. Cose che conosce bene anche il sindaco di Teramo, che quando inizia a parlare della sua città e delle difficoltà che attraversa sembra proprio che descriva la storia recente di Chieti: «Abbiamo perso la caserma degli alpini, la Banca d’Italia e poi le banche del territorio. Per noi è stata una grossa perdita di economia per una città che vive di uffici». La crisi è uguale per tutti.

