Di Primio paga gli Istituti riuniti e incontra subito i sindacati

22 Giugno 2018

Ieri la firma che liquida all’ente assistenziale 85.148 euro chiesti al Comune fin da febbraio 2017 Resta il nodo della nomina del Comune nel nuovo Cda sulla presunta incompatibilità di Tilli

CHIETI. Il sindaco Umberto Di Primio ha accolto l’appello dei sindacati degli Istituti riuniti San Giovanni Battista e li ha convocati per questa mattina in Comune. Di Primio si presenterà all’incontro con una prima buona notizia: la maggior parte del debito con l’ex Ipab è stata pagata. Ieri, infatti, una determina firmata dal dirigente del terzo settore Francesco Palumbo, ha ordinato «di liquidare la spesa di 85.148 euro (Iva esente) agli Istituti riuniti San Giovanni Battista di Chieti, a saldo della fattura numero 91 dell’8 febbraio del 2017 dell’importo di 92.618 euro (Iva esente), relativa alla quota delle prestazioni socio-sanitarie anno 2017 e successiva nota credito numero 159 del 30 marzo 2018 dell’importo di 7.370 euro (Iva esente)».
Uno dei due problemi sollevati è dunque risolto. I sindacati avevano chiesto al sindaco un incontro non solo per chiedere quando avrebbe finalmente pagato i soldi della compartecipazione risalente al 2017, ma anche quando avrebbe sbloccato la situazione dell’impossibilità di nominare il Consiglio d’amministrazione della nuova Asp (Azienda di servizi alla persona che deve riassorbire il San Giovanni) fermo per problemi di presunta incompatibilità sul nome di Concezio Tilli, voluto dai consiglieri comunali di centro destra attraverso il proprio rappresentante Maurizio Costa. Sulla questione è lo stesso Tilli a parlare: «Siamo in attesa del pronunciamento del ricorso presentato al Tribunale amministrativo regionale che si farà carico della vicenda con una sentenza definitiva. La mancata ratifica del sottoscritto, da parte della giunta regionale, quale rappresentante del Comune di Chieti risulta una prevaricazione politica smentita da leggi dello Stato, contrasta con altre nomine regionali, dove in casi simili si sono date interpretazioni diverse, e infine osteggia la delibera dell’Autorità nazionale anti corruzione che riconosce le ragioni giuridiche della corretta designazione». A sostegno di Tilli arriva anche il consigliere regionale Mauro Febbo: «Se i sindacati intendono, legittimamente, lanciare l’allarme devono necessariamente partire da altri argomenti, accantonando momentaneamente le vicende giudiziarie».
I sindacati, da parte loro, hanno più volte specificato che a loro non interessa il nome di chi entrerà a far parte del Consiglio d’amministrazione della nuova Asp. A loro interessa soltanto che il nuovo organismo venga costituito presto, ponendo fine una volta per tutte al commissariamento, dannoso in quanto non permette di scelte a lungo termine, essendo rinnovato di sei mesi in sei mesi.
Un assunto sul quale si dice d’accordo anche il commissario dell’ente, Sandra De Thomasis. (a.i.)
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