Di Primio: Pd catastrofista Luise: debiti ereditati

25 Giugno 2016

CHIETI. “Pd catastrofista”. È la replica del sindaco Umberto Di Primio all’attacco del giorno prima di Luigi Febo sulla gestione economico-finanziaria dell’ente. Il primo cittadino non nega il...

CHIETI. “Pd catastrofista”. È la replica del sindaco Umberto Di Primio all’attacco del giorno prima di Luigi Febo sulla gestione economico-finanziaria dell’ente. Il primo cittadino non nega il mancato rispetto del patto di stabilità né i parametri di “deficitarietà” che accompagnano il rendiconto 2015, ma «questo non significa che siamo al dissesto». All’attacco del Pd il sindaco fa rispondere il suo assessore alle finanze, Valentina Luise, ma non si nega la possibilità di lanciare qualche contro accusa all’indirizzo di Febo e del suo partito. «Loro sono la principale causa di tutti i problemi», dice, «da sei anni portano avanti la tecnica del catastrofismo mentre noi lavoriamo per riparare i debiti ereditati. Vedi i 12 milioni di euro dovuti all’Aca. I conti sono a posto, tant’è vero che il collegio dei revisori ha rilasciato un parere favorevole al bilancio. L’opera di risanamento va avanti: abbiamo tagliato gli sprechi, abbiamo definito i contenziosi, anche se resta il problema delle entrate e dell’evasione».

Infine, una puntualizzazione sul blocco delle assunzioni: «È vero che lo sforamento del patto non ci permette di fare nuovi contratti, ma questo non vuol dire che non si possa prorogare quelli a tempo determinato già in essere». Tocca all’assessore agli affari finanziari spiegare perché il patto di stabilità non è stato rispettato: «Le ragioni dello sforamento», dice Luise, «sono determinate principalmente dalla necessità di rendicontare entro il 31 dicembre il pagamento degli interventi finanziati con fondi comunitari e non dalla gestione corrente. In tal senso l’Anci sta premendo sul governo perché siano attenuate le sanzioni da sforamento qualora sia determinato da tali circostanze». Quanto al rendiconto 2015, «la gestione di competenza si è chiusa con un risultato positivo pari a 5.300.000 euro. Inoltre, l’ente ha ripianato la quota trentennale di disavanzo derivante dall’operazione di riaccertamento straordinario dei residui, ottenendo un risultato di gestione che ha consentito anche un recupero ulteriore rispetto alla quota di disavanzo applicata al 2015».

Risultati buoni, dunque, ma, ammette l’assessore, «questo non significa che siano stati risolti gli annosi problemi di natura finanziaria che affliggono il Comune, che continua a risentire pesantemente della scarsa capacità di riscossione. Tale elemento di criticità si ripercuote in maniera significativa sui parametri di deficitarietà che accompagnano il rendiconto». (a.i.)

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