Di Primio va a caccia di voti: tenta l’accordo con Buracchio

12 Luglio 2019

Ma il leader dell’Udc avvisa: «Servono risposte sulla vicenda Tari, il nostro non è un capriccio politico» Primo avvicinamento anche con i dissidenti di Forza Italia: «Una buona notizia i soldi per il teatro»

CHIETI. Dopo le dimissioni ritirate, il sindaco Umberto Di Primio va a caccia di voti per approvare il bilancio consuntivo. Il primo cittadino, che ora può contare solo su 10 fedelissimi in consiglio comunale, non sembra avere scelte: per ritrovare una maggioranza, dopo il no all’accordo arrivato dal gruppo di opposizione Chieti Da Capo, dovrà provare a ricucire con i 5 consiglieri dissidenti di Forza Italia e i due dell’Udc. In questo senso, la prima mossa di Di Primio è stata quella di contattare Andrea Buracchio, segretario provinciale dell’Udc. Un partito che, in Comune, è spaccato: da un lato, ci sono i fedelissimi del sindaco Marco Russo e Clara Ricciardi; dall’altro, i ribelli Mario De Lio e Roberto Melideo.
«La decisione dei consiglieri De Lio e Melideo di astenersi dalla votazione del bilancio di previsione è stata legata a questioni tecnico-amministrative e non a capricci di natura politica», sostiene Buracchio. «I due consiglieri, carte alla mano, hanno infatti segnalato che gli aumenti della Tari potrebbero contenere degli errori. Nonostante le promesse, finora gli uffici comunali hanno fornito risposte poco soddisfacenti. Il sindaco ha assicurato che si farà parte diligente: restiamo in attesa». Tradotto: o arriveranno risposte concrete oppure De Lio e Melideo si asterranno anche nei prossimi consigli comunali, a partire da quello deciso sul bilancio consuntivo in programma entro il 7 agosto. Ma il “recupero” dei due dissidenti dell’Udc, impresa peraltro non facile da raggiungere, non è sufficiente per avere la certezza di riuscire ad approvare il bilancio. E allora Di Primio sta cominciando a lavorare anche per ricucire i rapporti con Forza Italia. In questo caso, però, non c’è stato ancora nessun chiarimento con Mauro Febbo, l’assessore regionale di riferimento dei 5 ribelli forzisti Marco D’Ingiullo, Emiliano Vitale, Maurizio Stefano Costa, Maura Micomonaco ed Elisabetta Fusilli. Difficilmente ci sarà un contatto diretto tra Febbo e Di Primio, da tempo ai ferri corti. Ma, ieri pomeriggio, c’è stato un primo avvicinamento con i 5 dissidenti. Il sindaco e l’assessore Raffaele Di Felice, infatti, hanno annunciato di aver destinato 170 mila euro per la messa in sicurezza del teatro Marrucino. Il finanziamento è arrivato dal ministero per lo Sviluppo economico. «Apprendiamo con piacere questa notizia», fa sapere il capogruppo di Forza Italia D’Ingiullo. «È un primo passo verso le nostre specifiche richieste presentate e lungamente discusse in sede di riunione, alla presenza del vice sindaco Giuseppe Giampietro, dell’assessore Antonio Viola e del direttore amministrativo del teatro Cesare Di Martino. Sul fronte Marrucino, restano ancora sospesi i 70 mila euro per la gestione ordinaria. La decisione di finanziare il teatro certifica la fondatezza della nostra richiesta basata esclusivamente su elementi concreti».
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