Di Primio verso il ritiro delle dimissioni

Ok a un patto di fine mandato aperto a tutti. Lettera dei fedelissimi al sindaco: no al commissario, sì al rispetto degli elettori
CHIETI. Un piano di fine mandato aperto al contributo di tutti i consiglieri: maggioranza, ex maggioranza e opposizione. Ecco la strada escogitata dal sindaco dimissionario Umberto Di Primio per ritirare le dimissioni. Ieri i dieci consiglieri rimasti in maggioranza gli hanno inviato una lettera chiedendo di non lasciare il Comune. Ha tempo fino a domani per pensarci.
LA CENA SENZA CELLULARI. Il piano è stato messo a punto nel corso della riunione di giovedì notte. Il sindaco, come aveva anticipato in consiglio comunale, ha offerto una cena ai dieci consiglieri rimasti in maggioranza. La cena, pagata dallo stesso sindaco e da alcuni assessori, si è tenuta in un ristorante appartato di Brecciarola. Unico obbligo: lasciare da parte i telefonini. Sono intervenuti tutti i dieci fedelissimi, insieme agli assessori comunali, ad eccezione dei due forzisti Mario Colantonio ed Emilia De Matteo, non invitati insieme all’intero gruppo consiliare che ha disertato il consiglio sul bilancio. Niente invito neanche per il presidente dell’assise Liberato Aceto e per Mario De Lio e Roberto Melideo dell’Udc.
MAGGIORANZA DI SCOPO. Il sindaco ha aperto la cena annunciando di non voler ritirare le dimissioni, ma i suoi gli hanno chiesto di ripensarci. Ma a questo punto bisogna ritrovare i numeri in consiglio comunale. Come? La strada è quella amministrativa: la maggioranza lavorerà a un piano di fine mandato aperto a tutti. A questo punto potrebbero farsi avanti anche i tre consiglieri del gruppo d’opposizione Chieti. Da capo, che prima del Consiglio avevano chiesto al sindaco di modificare il bilancio per approvarlo tutti insieme. Uno di loro, Mario Troiano, è stato già determinante nella seduta sul bilancio, mantenendo il numero legale. L’assessore Carla Di Biase si è attribuita il merito del comportamento di Troiano, il sindaco invece ha detto che non c’erano accordi a monte.
LA LETTERA DEI FEDELISSIMI. Il documento è stato scritto ieri: i consiglieri chiedono a Di Primio di non dimettersi sia per evitare il commissariamento, che avrebbe conseguenze a loro dire negative per la città, sia per rispettare il mandato degli elettori.
FI E GLI INCONTRI SALTATI. Il gruppo consiliare forzista, invece, ricorda che i due incontri promessi dal vice sindaco Giuseppe Giampietro sul teatro Marrucino sono entrambi saltati. L’ultimo si doveva tenere ieri. «Passata la festa, gabbato il santo», sentenzia il capogruppo Marco D’Ingiullo, «il nostro gruppo ribadisce con fermezza la volontà di perseguire le tre richieste presentate: più soldi al teatro, stabilizzazioni a Teateservizi e rimpasto di giunta».
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