Di Rito: l’area del Cavalluccio è in sicurezza

Frana a Rocca San Giovanni. Il sindaco all’opposizione: noi non decidiamo sui permessi a costruire
ROCCA SAN GIOVANNI. «L’amministrazione comunale si è immediatamente attivata in seguito allo smottamento e della successiva rottura di un tombino causata dal cantiere di località Cavalluccio». Il sindaco di Rocca San Giovanni, Gianni Di Rito, replica alla minoranza consiliare, rappresentata dal gruppo Rocca in Comune che aveva chiesto un intervento urgente alle autorità per «proteggere uno dei punti più incantevoli di tutta la Costa dei trabocchi» oggetto di costruzioni per fini residenziali. «Ho fatto chiudere la strada per garantire le operazioni di ripristino dei luoghi», aggiunge Di Rito, «cosa che, di fatto, è stata fatta e sta avvenendo in seguito all’emanazione di una ordinanza comunale per l’immediata messa in sicurezza dell’intera area».
Il sindaco, inoltre, non ci sta a far passare la sua amministrazione come quella che ha dato il via alle speculazioni edilizie sulla costa. «Vorrei solo ricordare», precisa, «che l’espansione edilizia a Rocca è iniziata nel ’77 con la giunta di Francesco D'Agostino. Nel 1995, sotto la giunta di Raffaele Tiro ci fu addirittura un ampliamento di quel Prg. E sempre in quella giunta sedeva tra i consiglieri Rinaldo Verì, ormai ex capogruppo ed ex consigliere dell’opposizione (si è dimesso da entrambe le cariche la settimana scorsa, ndc). Dunque la mia amministrazione non c’entra con l’espansione edilizia già prevista da molti anni a questa parte. Il mio Prg è datato 2011», conclude il primo cittadino, «e ho dovuto tener conto di diritti acquisiti di proprietari che avevano acquistato terreni come edificabili. Una nostra opposizione alle costruzioni ci avrebbe visti soccombere come Comune dal punto di vista legale. Infine: il Comune non decide i permessi a costruire, concessi da altri enti. Anche l’associazione Italia Nostra fece un accesso agli atti mesi fa non rilevando nulla dal punto di vista delle concessioni: tutto era in regola». (d.d.l.)
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