Di Sipio, la donna simbolo della Resistenza

Civitella Messer Raimondo. Il suo appello agli Alleati per la liberazione finisce sulle riviste di storia
CIVITELLA MESSER RAIMONDO. La mattina del 7 gennaio 1944 una donna di Civitella, Luisa Di Sipio, scrisse in inglese una lettera di aiuto al comando alleato di Casoli. Di Sipio aveva vissuto in America fino all’età di 14 anni, parlava e scriveva in un buon inglese, così fu facile per i primi patrioti civitellesi rivolgersi a lei per contattare il comando inglese. Era sposata con Achille Gattone, che insieme a Nicola Di Guglielmo, Francesco Di Lullo e Luigi D’Orazio capeggiavano i volontari che intendevano difendere il loro paese dalle incursioni distruttive dei tedeschi.
La lettera di Luisa, vergata sulla pagina di un quadernino scolastico, è stata ritrovata insieme ad altri documenti nei National Archives di Londra dal ricercatore teatino Francesco Di Cintio, che li ha resi pubblici in un saggio recente sul Giornale di Storia, una rivista storico-scientifica on line. Luisa si rivolge all’Honorable Comanding Office of the British Forces dicendo che le donne e i bambini di Selva, una frazione di Civitella, la invocano da giorni per implorare il comando britannico di «avere pietà di loro».
Luisa fa cenno anche al mercato nero gestito da alcuni contadini protetti dai fascisti locali, che impongono prezzi alterati alla farina, all’olio di oliva ed alla carne di agnello richiesti per Capodanno. Inutile rivolgersi al commissario di Civitella, che riceve regalie da quelle persone, mentre la povera gente soffre poiché «non sa risolvere i problemi essenziali della vita, soprattutto in questo periodo invernale». Insomma, è vitale che il comando britannico spedisca «alcuni valorosi soldati» per scacciare i tedeschi da Selva. Lo stesso giorno a Casoli altri “sette guerriglieri” civitellesi, tra cui Nicola Di Guglielmo, si legge in un documento inglese reso noto da Di Cintio, cercavano armi e munizioni per combattere i tedeschi.
L’intero problema della “guerriglia” venne discusso e si decise di organizzare un gruppo di “guerriglieri” sotto la guida di militari esperti britannici. Pochi giorni dopo, l’11 gennaio, Lionel Wigram, Denis Forman e Nicola Di Guglielmo formarono la Wigforce, che diede una spinta formidabile alla formazione della futura Brigata Majella.
Gino Melchiorre

