Di Stefano: costruirò una casa per aiutare i disabili rimasti soli

Il candidato della Lega annuncia sostegno all’Anffas «Porterò avanti il Dopo di noi, sto già studiando soluzioni»
CHIETI. «Riprenderemo il progetto del Dopo di noi, quello cioè di realizzare strutture dove i ragazzi con gravi problemi di disabilità possano essere presi in cura quando restano senza più familiari in vita». La campagna elettorale del candidato sindaco di centrodestra Fabrizio Di Stefano (Lega) si arricchisce di un nuovo progetto che riguarda il sociale. «Ho preso contatti con l’Anffas», fa sapere Di Stefano, «e ho tutta l’intenzione di riprendere e portare a compimento quello che è stato il sogno della indimenticata presidente Gabriella Casalvieri». Storica responsabile della sezione teatina Anffas (Associazione nazionale di famiglie di persone con disabilità), la Casalvieri è venuta a mancare lo scorso 21 febbraio. L’energica presidente aveva già provato a far realizzare una struttura per il Dopo di noi a Chieti e il sindaco Umberto Di Primio aveva annunciato soluzioni, senza però portare a termine il progetto. Il centro avrebbe dovuto sorgere nella sede della ex cooperativa Azzurra, una ex scuola di proprietà del Comune che si trova a Santa Filomena. Di Stefano riprende quell’idea ma precisa che l’immobile di Santa Filomena «è solo una delle possibilità individuate». Il candidato dice di aver trovato anche altre soluzioni e che si potrebbe pure pensare di percorrerle insieme. «Per la struttura di Santa Filomena», spiega Di Stefano, «abbiamo visto che la trasformazione in una casa famiglia per disabili può essere anche realizzata con fondi pubblici, magari utilizzando il bonus statale del 110% sulle ristrutturazioni. Nel caso di interventi più ingenti pensiamo, invece, ad accordi pubblico-privato, dello stesso tipo di quelli che vogliamo mettere in campo per realizzare almeno due nuove scuole in città».
Di Stefano riferisce di aver affrontato con i responsabili dell’Anffas anche le problematiche relative alle difficoltà economiche che l’associazione vive: «In questo caso», conclude, «penso sia necessario ricorrere all’utilizzo di risorse europee che per il sociale sono molto consistenti». (a.i.)

