Di Stefano: giunta fallimentare in 100 giorni

23 Gennaio 2021

Chieti. Il consigliere della Lega: «Peggio di così non si può fare». Il sindaco: «Stupiti da queste critiche»

CHIETI. Il bilancio dei primi 100 giorni di nuova amministrazione comunale lo tracciano Fabrizio Di Stefano e i consiglieri della Lega e per il sindaco Diego Ferrara e la sua giunta non ci sono sconti. Dalla nomina dello staff, «ampliata nel numero e nei costi, con parenti del sindaco e di consiglieri», all’«aumento degli emolumenti, che poi si è saputo dovesse andare in beneficenza anche se non sono soldi loro ma dell’amministrazione pubblica», al predissesto, «adducendo 57 milioni di debiti che poi già si sono ridotti con le cause vinte, una mala-gestio che mai in consiglio comunale Ferrara ha denunciato da consigliere d’opposizione». E poi «promesse mancate»: per piazza San Giustino, «dove si sta ricoprendo tutto, nonostante i proclami», e per il tunnel «che doveva aprire entro il 2020».
Di Stefano cita anche il bando per la Chieti sotterranea «non andato a buon fine» e «l’improvvido appalto per la mensa per cui non diciamo altro perché riteniamo possano intervenire anche gli organi giudiziari». Anche sulla mobilità del personale per l’ex parlamentare non ci sono stati «tutti i crismi della correttezza amministrativa». Di Stefano chiude il giudizio sui 100 giorni ricorrendo all’ironia: «In futuro miglioreranno, peggio di così non si può fare».
Il capogruppo Lega, Mario Colantonio, da ex assessore ricorda i 33 milioni di opere pubbliche lasciate in eredità, «in gran parte progettate e in parte già cantierate» e definisce il predissesto come una “sveltina” per accedere ai 15 milioni di euro messi a disposizione dal Fondo di rotazione».
L’ex presidente del consiglio comunale Liberato Aceto attacca, invece, sul manifesto fatto appendere in città dalla maggioranza: «Anche noi abbiamo fatto manifesti, ma non ci abbiamo messo i volti. E anche in consiglio comunale abbiamo ricevuto offese, aspetto il deregistrato per valutare il ricorso alla magistratura». Su questo aspetto si è espressa negativamente anche la neofita Emma Letta.
«Non avremmo mai pensato che a fare la conferenza sui nostri primi 100 giorni di amministrazione fosse la minoranza», ha commentato con stupore il sindaco Ferrara, ricordando i 57 milioni di debiti trovati. E sulla gara della mensa ha risposto che il Comune è stato «costretto a procedere a una nuova gara dopo che la precedente amministrazione ha prorogato in fretta e furia, praticamente a ridosso dell’insediamento di questa amministrazione, un appalto che non veniva rispettato, mettendo a repentaglio la salute dei piccoli utenti». (a.i.)
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