Di Stefano: porterò fondi europei ancora prima di vincere le elezioni

5 Luglio 2020

Il candidato sindaco della Lega apre il comitato elettorale in centro e annuncia il suo piano «Università, ospedale e turismo culturale per ripartire. Pronti a includere altre liste civiche»

CHIETI. «Porterò finanziamenti europei a Chieti e lo farò prima ancora di diventare sindaco: sono già al lavoro». Fabrizio Di Stefano, candidato sindaco della Lega, apre il comitato elettorale in centro e fa la sua promessa. L’inaugurazione di ieri, con lo stato maggiore della Lega, a partire dal deputato Luigi D’Eramo fino alla consigliera regionale Sabrina Bocchino che ha tagliato il nastro con le forbici azzurre, segna l’inizio della campagna elettorale. Il centrodestra si stringe intorno all’ex parlamentare: tra i presenti anche il consigliere regionale di Forza Italia Daniele D’Amario, partito che in città non vuole appoggiare Di Stefano; assente invece il sindaco-alleato Umberto Di Primio (FdI). Due i portafortuna di Di Stefano: una cartina della Chieti archeologica fatta a mano dal poeta Raffaele Fraticelli e donata dalla nipote Alice, che sarà candidata, e una mappa dei monumenti teatini di Michele Calvi.
A tre mesi dal voto, probabilmente il 20 settembre, la coalizione di centrodestra con 5 liste già certe appare delineata ma sembra ancora in divenire: ci sarà un altro allargamento?
«Abbiamo improntato la nostra campagna elettorale nello spirito della concordia per costruire e la costruzione può avvenire solo attraverso la condivisione e l’allargamento della base. Abbiamo espresso soddisfazione per l’unità dei 4 partiti storici del centrodestra, Lega, Udc, Fratelli d’Italia e Forza Italia; poi ci sono le due liste civiche che hanno sposato il nostro progetto, prima Ideabruzzo e poi Giustizia Sociale; ma a Chieti ci sono anche formazioni civiche».
E quindi?
«Auspico un ulteriore allargamento anche se l’ultimo sondaggio che abbiamo commissionato ci conforta e ci dice che siamo già abbondantemente oltre il 50%. Ma a noi non interessa un risultato stratosferico per dire “siamo forti”: noi lo vogliamo per condividere e per questo vogliamo allargare il nostro progetto anche alle altre forze che ideologicamente non sono vicine a noi ma che idealmente hanno l’obiettivo di rilanciare la città che, soprattutto dopo l’emergenza coronavirus, è piegata in due, come l’Abruzzo e l’Italia. La sfida è allargarci il più possibile verso chi non la pensa come noi ma ha la stessa ambizione: Chieti deve essere la prima città a reagire alla crisi economica e sociale provocata dal Covid».
Secondo un primo sondaggio, precedente al coronavirus, lei è vincente al primo turno: è ancora convinto che andrà così?
«Un recente sondaggio analogo ci conferma vincenti al primo turno. Ma il miglior sondaggio è quello che percepiamo tra la gente: sentiamo l’afflato delle persone intorno al nostro progetto».
Dalle strategie politiche, ora si passa alle idee per la città: quali sono le emergenze di Chieti?
«Economiche e sociali: bisogna rilanciare l’economia e il mondo del lavoro. E si può fare, per la parte bassa della città, attraverso il binomio università-ospedale che sono le due aziende più grandi del territorio e che possono offrire occupazione; per la parte alta, dico sì allo sfruttamento del patrimonio culturale della città con il turismo. Qual è lo strumento? Puntare sui fondi europei: quest’Europa non ci piace e siamo costretti a sottostare alle regole ma possiamo sempre prendere la parte positiva. Ci sono tanti fondi che non si utilizzano per incapacità: noi, invece, già prima delle elezioni, mostreremo i primi risultati».
Nelle prime schermaglie di campagna elettorale si parla di teatinità: è la base per amministrare un capoluogo di provincia?
«Ho detto che l’esigenza primaria è il lavoro e non si mangia di teatinità ma questa può essere un sentimento su cui costruire un’economia a patto che ci siano le idee. Come ha detto l’ex giocatore neroverde Stefano Sgherri quando ha annunciato la sua candidatura a mio sostegno “Chieti si sceglie, Chieti si ama”: lui l’ha scelta e la ama. E questa è una squadra che vuole vincere con il cuore e con la testa: con il cuore si include e con la testa si progetta per costruire insieme la Chieti del 2020-2030».
Una promessa ai teatini: quali sono le prime cose che farà da sindaco?
«Non aspetterò di essere eletto: porterò fondi europei in città prima di vincere le elezioni».