Di Stefano, sostegno ai nuovi poveri: ecco il nostro piano

15 Agosto 2020

«Assistenza alle famiglie in difficoltà dopo l’emergenza» Attenzione al sociale: sì a una consulta del volontariato 

CHIETI . «Una città che vuole avere una grande maturità culturale e civile deve essere attenta ai temi che riguardano il sociale». Il candidato sindaco del centrodestra, Fabrizio Di Stefano, fissa un altro dei punti programmatici del suo mandato, qualora dovesse essere eletto sindaco. Le politiche sociali avranno una importanza primaria, a partire dal delicato tema delle nuove povertà. Dopo l’emergenza sanitaria e la conseguente crisi economica «tante famiglie di italiani che fino a ieri non avevano bisogno di ricorrere alla sussistenza pubblica, oggi con il Covid-19 si trovano in difficoltà», commenta Di Stefano. «Molte di queste stesse famiglie, essendo in una situazione nuova per loro, non ricorrono agli aiuti pur avendone la necessità».
Il candidato, quindi, spiega che vanno individuate e censite con tutti i mezzi a disposizione per provvedere ad aiutarle direttamente nelle loro abitazioni, attraverso «quella ricchissima rete di solidarietà data dai parroci, protezione civile, croce rossa, Chieti solidale», continua Di Stefano. «Questo è il metro di misurazione del grado di maturazione civile e culturale di una comunità», aggiunge, «questa rete andrà poi tradotta in una consulta del volontariato che lavorerà di concerto con la struttura comunale». Sulla stessa scia dovranno inserirsi gli aiuti agli anziani, «che sono la parte preponderante della popolazione teatina», aggiunge il candidato sindaco, «ed a cui andrà garantito sostegno domiciliare».
Nel frattempo la coordinatrice cittadina della Lega, Anna Lisa Bucci, replica al candidato sindaco Bruno Di Iorio sulla non teatinità del segretario regionale della Lega, Luigi D’Eramo. «Il dato della teatinità rappresenta un concetto di passione e amore verso la città di Chieti e non un semplice e riduttivo dato anagrafico», sostiene Bucci. «Ciò che conta è un progetto di idee e non una lotta senza quartiere sulla carta di identità dei vari personaggi oggi protagonisti della sfida elettorale».