Diabete, il centro del Renzetti in azione con il teleconsulto

LANCIANO. Prevenzione, corretti stili di vita e sane abitudini alimentari, la figura dell’infermiere e il Covid. Sono i temi affrontati nella settimana dedicata al diabete, di cui ieri si è celebrata...
LANCIANO. Prevenzione, corretti stili di vita e sane abitudini alimentari, la figura dell’infermiere e il Covid. Sono i temi affrontati nella settimana dedicata al diabete, di cui ieri si è celebrata la giornata mondiale, che quest’anno si è svolta nel “segno” della pandemia. A causa dell’emergenza coronavirus, il Centro diabetologico dell’ospedale Renzetti diretto dalla dottoressa Daniela Antenucci, presidente eletto Amd (Associazione medici diabetologi) regione Abruzzo, ha dovuto rinunciare agli eventi fatti nelle piazze ma non ha rinunciato alle attività di prevenzione e informazione. Ha attivato una linea telefonica diretta con i medici e gli infermieri del centro, un teleconsulto per le persone a rischio diabete, e aperto chat e discussioni sulle pagine Facebook dell’Adif (Associazione diabetici frentani) e del centro stesso. E, sempre per il Covid, la diabetologia ha implementato il servizio di telemedicina.
«Il centro diabetologico da marzo oltre alle visite in presenza contingentate, svolge le attività di telemedicina, cioè televisite, teleconsulti, telemonitoraggi e teleassistenza», spiega Antenucci, «è un’attività che apporta vantaggi a buona parte dei pazienti, ma anche forti criticità per gli operatori, per i tempi prolungati delle prestazioni procedurali e per sistemi informatici che dovrebbero essere più efficienti: servono piattaforme che permettano lo scambio dei dati in tempo reale tra laboratorio-specialisti e medici di famiglia così da velocizzare i tempi e liberare spazi per le chiamate in entrata che continuiamo ad assicurare».
A rispondere alle chiamate sono anche gli infermieri, figure fondamentali nel reparto e ai quali è stata dedicata la giornata 2020. «Molti pazienti hanno detto di aver paura del Covid», riprende Antenucci, «ma questa si può tenere a bada prestando ancora più attenzione alle norme igieniche e di distanza sociale, all’uso dei dispositivi di protezione. Ma soprattutto i diabetici devono continuare a seguire la terapia, effettuare le visite (anche a distanza), controllare la glicemia perché tenerla più vicina ai valori normali in caso di contagio, permette di avere un decorso migliore della malattia».
Altro problema l’approvvigionamento dei presidi come strisce, aghi-sensori: sarà l’Adif a consegnarli a casa dei pazienti. (cr.la.)

