Diabetologia, riparte l’attività ma il medico c’è solo due giorni

L’ambulatorio chiuso da inizio marzo riapre a mezzo servizio: restano ancora le criticità in ospedale Castiglione: «È un centro essenziale». L’associazione dei malati: «Ora deve ripartire a tempo pieno»
ORTONA . La Diabetologia riapre ma a mezzo servizio. Le attività nell’ambulatorio al secondo piano dell’ospedale Bernabeo di Ortona tornano ad essere garantite con la presenza di un medico due giorni a settimana. In altri quattro, invece, ci sarà un’infermiera per prendere appuntamenti e provvedere alla distribuzione dei presìdi. Per i duemila pazienti in cura al centro si tratta di un sospiro di sollievo ma anche se le criticità non sono state risolte.
Il dottor Fabrizio Monaco, trasferito a Chieti perché, come spiegato dal Comune, «la situazione difficile nel reparto Covid ha reso necessario precettare temporaneamente medici che erano su altri servizi». Al suo posto il dottor Giuseppe Giambuzzi, medico nel reparto di Geriatria, sarà presente per due volte a settimana garantendo la continuità assistenziale per le urgenze ed i piani terapeutici. L’orario delle visite è dalle 8.30 alle 13.30 il mercoledì e il venerdì. Per ritiro presìdi e appuntamenti ci si può rivolgere al centro il lunedì, mercoledì e venerdì dalle 8.30 alle 13.30 e il martedì dalle 14.30 alle 19.30. Questa situazione dovrebbe andare avanti almeno fino al termine del mese.
«Siamo contenti», commenta il sindaco Leo Castiglione, «perché pur capendo le difficoltà del momento che hanno portato al trasferimento del medico deputato al centro per questioni legate alla pandemia, la Diabetologia rappresenta un servizio essenziale. Per questo abbiamo chiesto di garantire un servizio, anche se temporaneamente in maniera ridotta. Ringraziamo tutti coloro che si sono adoperati».
Ma proprio il servizio ridotto continua a preoccupare l’Associazione diabetici di Ortona presieduta da Giuseppe Di Sciullo. «Mi attendevo che questa situazione si risolvesse definitivamente», commenta, «anche perché c’è un lavoro arretrato da smaltire». La stessa associazione nei giorni scorsi aveva annunciato di valutare la possibilità di rivolgersi alla procura qualora i disagi non fossero stati risolti in breve tempo.
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