Dialisi, i malati: «Inascoltati i nostri timori»
Il presidente nazionale Aned al manager Asl: altro che riorganizzazione, tagliati 66 posti nel Chietino
LANCIANO. «Quanto affermato dal manager Asl Thomas Schael non corrisponde alla realtà. Si accenna ai percorsi assistenziali per intensità di cura per i pazienti dializzati che non è presente in nessuna delle regioni che cita e dove è stata praticata, come all’ospedale di Forlì, da anni è abbandonata perché non funziona. Alla Regione Abruzzo serve invece un Registro epidemiologico della malattia renale cronica, dialisi e trapianto, che permetterebbe una giusta pianificazione delle risorse economiche ed umane». È il presidente Aned onlus nazionale, Giuseppe Vanacore, ad entrare nello scontro aperto da Lanciano due mesi fa, con le proteste per lo spostamento della dialisi fuori dall’ospedale Renzetti e che è arrivato sui tavoli regionali perché nelle rete ospedaliera in approvazione vengono tagliati ben 66 posti dialisi nella sola provincia di Chieti: si passa da 86 a 20, quelli del Santissima Annunziata di Chieti.
Schael ha risposto dicendo che non si tratta di tagli, ma «della riorganizzazione della dialisi, che segue quanto fatto in regioni come l’Emilia Romagna, Veneto, ossia percorsi assistenziali differenti in base alle condizioni cliniche di ciascun paziente. I critici vengono trattati in ospedale nei letti tecnici istituiti in medicina e geriatria; i cronici nelle strutture territoriali, distretti e case di comunità, se non nel proprio domicilio;e i pazienti con insufficienza renale acuta e vicini al trapianto nella nefrologia di Chieti». Per Vanacore, invece, i tagli sono chiari e riguardano solo la provincia di Chieti, privata della nefrologia e della dialisi, una terapia salvavita che va fatta in ospedale. «Oggi la maggioranza dei pazienti in dialisi sono complessi, pluripatologici», riprende Vanacore, «devono poter essere curati anche in presenza dell’emergenza, che nessun distretto o ospedale di comunità potrà garantire. Pensare a posti letto di nefrologia soltanto nelle strutture preposte e in prossimità del trapianto è davvero singolare nel panorama nazionale». Critiche dure quelle Aned che fa anche proposte e richieste ossia: «L’immediato ripristino negli ospedali della provincia di Chieti dei posti letto tecnici di emodialisi; che nei nuovi ospedali di Lanciano e Vasto vengano previsti i locali per dialisi e attività ambulatoriali, il mantenimento dei posti letto di nefrologia per ricoveri in fase acuta e per le necessità dei pazienti cronici, escludendo la medicina generale e la geriatria; la presenza del nefrologo nella presa in carico del paziente nefropatico in ospedale e nelle attività ambulatoriali e territoriali e l’istituzione di un tavolo tecnico per definire la rete nefrologia regionale e il registro epidemiologico della malattia renale cronica».
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