Diciassette letti per la terapia sub-intensiva

8 Aprile 2020

La concessione alla Asl arriva dall’università. E in laboratorio iniziano i test per gli operatori sanitari

CHIETI . L’università d’Annunzio ha deciso di concedere in uso gratuito alla Asl 17 letti per la terapia sub-intensiva. E proprio dalla d’Annunzio, il laboratorio di genetica molecolare del “Centro Studi e Tecnologie Avanzate” (Cast) ha iniziato l’analisi dei tamponi eseguiti sugli operatori assegnati al Covid Hospital di Atessa.
La concessione dei letti, per una durata di nove mesi, servirà ad aumentare la dotazione della terapia intensiva dei presidi ospedalieri della Asl Lanciano Vasto Chieti. La decisione di concedere in uso gratuito temporaneo i 17 letti è stata adottata in via d’urgenza, così come prevede lo statuto di ateneo, direttamente dal rettore, Sergio Caputi. «In un momento come questo», ha spiegato, «mi è sembrato doveroso nello spirito di collaborazione che ha sempre contraddistinto i rapporti tra università e Asl, mettere a disposizione del sistema sanitario regionale una dotazione di tale importanza che avevamo in nostro possesso».
Nel frattempo sono iniziati i primi test di diagnosi del coronavirus a Chieti. Il laboratorio di genetica molecolare del “Centro Studi e Tecnologie Avanzate” dell'università d'Annunzio, diretto da Liborio Stuppia, ha cominciato l’attività tanto attesa, analizzando i tamponi eseguiti sugli operatori assegnati all’ospedale Covid di Atessa, dopo aver anche coadiuvato il centro di riferimento di Pescara nella lavorazione di 500 campioni di persone appartenenti alla Asl Lanciano Vasto Chieti che attendevano di essere esaminati. La struttura avrà in questa prima fase una capacità produttiva di 250 tamponi al giorno, che potrà essere raddoppiata non appena sarà potenziata la dotazione strumentale con l’acquisto di altri due apparecchi, previsto fra un mese circa. L’attività, nel rispetto della convenzione stipulata con l’azienda sanitaria, è finalizzata all’accertamento su pazienti sintomatici ricoverati e su quanti sono entrati in contatto con loro, sul personale a rischio della Asl, sia sanitario sia amministrativo, e della stessa università, con la possibilità di identificazione precoce della positività al virus; inoltre potrà essere eseguito anche l’esame sierologico in soggetti che possono avere sviluppato una risposta immunitaria.
©RIPRODUZIONE RISERVATA .