Dieci chili di droga nell’auto: 2 corrieri arrestati nelle Marche

12 Agosto 2016

Blitz a San Severino al termine di un controllo su una partita di marijuana proveniente da Pescara Ai domiciliari giovane residente a Fara Filiorum Petri; l’amico con precedenti resta in carcere

CHIETI. Arrestato con dieci chili di marijuana nascosti nell’auto. Dopo la convalida della misura di custodia cautelare, è stato mandato ai domiciliari, a Fara Filiorum Petri, dove abita da tempo, con l’obbligo dell’adozione del braccialetto elettronico. L’arrestato è A.T., 31 anni, albanese. Con lui è stato fermato anche D.G., 26 anni, anche lui albanese, ma questi, al contrario del primo, è finito in carcere per recidiva infraquinquennale.

La vicenda, con tanto di blitz delle forze dell’ordine, ha avuto per scenario la zona di Tolentino, in provincia di Macerata, nelle Marche. Secondo la ricostruzione dei fatti, gli investigatori fin dai primi di agosto avevano avuto notizia della presenza di D.G. nella zona di San Severino Marche. È cominciata così una mirata attività di controllo del giovane con l’ausilio di agenti in borghese. In una occasione, di notte, questi, alla guida di una Volkswagen Golf, si era incontrato con A.T., a sua volta a bordo di una Fiat Croma. Le due auto viaggiavano una davanti e l’altra dietro a velocità non costante, alternando forti accelerate a basse velocità, forse con l’obiettivo di distrarre eventuali operazioni di pedinamento da parte delle forze dell’ordine. Ma davanti a un ristorante dove le due auto si era fermate, è scattato il controllo sui veicoli e dei loro conducenti. Entrambi i mezzi non sono risultati di proprietà degli indagati. Nell’auto di A.T., gli investigatori hanno scoperto dieci involucri di marijuana per un peso complessivo di oltre 10 chilogrammi.

D.G., ha ammesso di avere acquistato la marijuana a Pescara e di avere chiesto un passaggio al giovane che abita a Fara Filiorum Petri per arrivare fino a Civitanova Marche dove aveva lasciato la sua vettura. Ha anche sostenuto che il suo amico non sapeva nulla della sostanza stupefacente anche se gli aveva offerto cento euro per il viaggio. Ma gli investigatori non hanno creduto a quanto raccontato dai due, soprattutto in riferimento alla posizione del giovane domiciliato a Fara, forse fatta ad arte per attenuare il suo ruolo nella vicenda.

Di qui l’emissione dell’ordinanza di custodia cautelare per i due con il trasferimento in carcere dell’albanese con precedenti specifici e i domiciliari concessi all’amico che abita nel paese del Chietino.

Così l’avvocato Pasquale D’Incecco, difensore dei due indagati: «Il quantitativo di droga trasportata ha giustificato l’applicazione della misura cautelare dei domiciliari per uno dei miei assistiti mentre c’è stata la custodia in carcere per il coimputato».

Dopo l’interrogatorio di garanzia la decisione del giudice di mandare a casa uno dei due e di lasciare in carcere l’altro.

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