Diga a secco, c’è acqua fino a domenica

25 Agosto 2017

Il Consorzio di bonifica allerta Comuni, Regioni e prefetture: fra due giorni l’unica disponibilità idrica sarà quella del Trigno

VASTO . L’invaso di Chiauci è completamente a secco. L’acqua della diga basterà non oltre domenica. La notizia, data dal commissario del Consorzio di bonifica sud Franco Amicone, ha creato grande preoccupazione nel territorio. I sindaci di Vasto e San Salvo invocano un tavolo tecnico d’urgenza. La Regione, la Prefettura, il Genio civile e i Comuni interessati ieri mattina hanno partecipato ad un summit nel tentativo, disperato, di fronteggiare un’emergenza che, con il passare dei giorni, rischia di diventare epocale. Allertati i presidenti delle Regioni Abruzzo e Molise, Luciano D’Alfonso e Paolo Di Laura Frattura, e i prefetti di Chieti e Campobasso. A parere di Amicone la carenza d’acqua è conseguenza del perdurare di un’eccezionale ondata di caldo e dell’assenza di piogge che dura da mesi.
Da più parti, però, arrivano accuse al Consorzio. Secondo gli agricoltori l’ente non avrebbe fatto abbastanza per riuscire a raccogliere più acqua durante la nevicata dell’inverno scorso. Dal 28 maggio Chiauci rilascia 1.000 litri d’acqua al secondo destinata a uso irriguo a beneficio dei comuni della vallata del Trigno e di San Salvo per uso potabile e industriale, per il tramite dell’Arap (Agenzia regionale per le attività produttive). Da domenica prossima l’unica disponibilità idrica sarà rappresentata dalla portata naturale del fiume Trigno, stimata in 100 litri al secondo; tutta la risorsa idrica sarà solo a disposizione degli usi potabili civili. In particolare il commissario Amicone ha stabilito che «il Consorzio di bonifica sud attiverà l’attingimento ai pozzi di soccorso, nella propria disponibilità infrastrutturale, con una capacità reale di circa 80 litri al secondo, attualmente a supporto di un’area agricola di circa 700 ettari dislocati nei comuni di San Salvo e Montenero di Bisaccia. Questa capacità potrà essere disponibile per il 50% per le esigenze Arap, mentre la quota restante costituirà la riserva minima per alimentare gli impianti consortili». I sindaci in queste ore fanno fatica a tranquillizzare popolazione e operatori. «Da giorni ci siamo attivati in previsione dell’emergenza invocando la riunione del tavolo tecnico. E ieri sono state prese importanti decisioni per evitare disagio ai cittadini», dice il sindaco di Vasto, Francesco Menna, «certo è che va risolta una volta per tutte una crisi idrica che si trascina da anni. Va ultimato l’invaso di Chiauci, realizzato il potabilizzatore ad Altino e sistemato l’adduttore a Scerni. Va riparata la rete idrica. Per sanare la rete del Vastese occorrono 40 milioni di euro. La speranza è che l’Europa intervenga per risolvere un problema che è nazionale e che è stato causato da 30 anni di indifferenza politica e degli enti preposti. In 30 anni non è stato fatto nulla e ora a pagare è la popolazione». Grande la preoccupazione del sindaco di San Salvo Tiziana Magnacca. «Speriamo di non dover affrontare un’emergenza così difficile da gestire per la complessità degli interventi e il numero della popolazione da servire», dice, «mi sono attivata già da tempo incontrando i tre gruppi comunali di protezione civile, Arcobaleno, Valtrigno e Fir Cb San Vitale, e predisponendo un piano operativo di pronto intervento. Chiedo che si attivi immediatamente e in maniera diretta la Regione. A San Salvo c’è ancora una massiccia presenza di turisti e le fabbriche sono approvvigionate dalla diga di Chiauci».
©RIPRODUZIONE RISERVATA