Diga di Chiauci, Febbo insiste: «Autorizzata meno acqua»

VASTO . Conoscere la reale situazione in cui versa la diga di Chiauci, la quantità di acqua presente nell’invaso e quali opere sono state appaltate negli ultimi tre anni dal Consorzio di bonifica sud...
VASTO . Conoscere la reale situazione in cui versa la diga di Chiauci, la quantità di acqua presente nell’invaso e quali opere sono state appaltate negli ultimi tre anni dal Consorzio di bonifica sud di quelle prescritte dall’Ufficio tecnico per le dighe del ministero dell’Infrastrutture. Sono le domande che il presidente della commissione vigilanza e consigliere regionale Mauro Febbo rivolge al commissario Franco Amicone. Questi, di recente, ha dichiarato che è tutto a posto e che la diga viene seguita con attenzione. «Dalla lettura del verbale relativo alla visita di vigilanza del funzionario incaricato del Ministero presso la diga di Chiauci, emerge che permangono diverse criticità», afferma Febbo, «tra cui impedimenti all’avanzamento degli invasi sperimentali e i necessari adempimenti per la corretta gestione dell’opera. Nello specifico, nella relazione del 5 aprile scorso, è evidenziato come la quota di invaso autorizzata è di 738 metri s.l.m., quella invece autorizzata nel 2016 e 2015 era pari a 740 metri. Due metri di altezza in più, calcolati sulla superficie complessiva della diga, sviluppano milioni di metri cubi di acqua».
Febbo contesta anche le rassicurazioni di Amicone sulle cartelle esattoriali. Secondo il commissari le tariffe 2017 per gli agricoltori saranno ridotte. «La cifra ridotta di cui usufruiranno le imprese agricole del comprensorio risulta di 400mila euro, ossia il 50% dell’aumento codificato nel 2016 per il ruolo irriguo», annota il commissario dell’ente di bonifica. Nonostante le difficoltà finanziarie l’ente a febbraio ha definito, con una delibera, una diminuzione di 230mila euro. Con una seconda delibera datata 16 maggio è stata decisa un’ulteriore diminuzione di 170mila euro che diventerà efficace con la seconda rata da pagare a fine giugno. «Le delibere adottate dal commissario non sono sufficienti per eliminare l’aumento», replica Febbo, «anche per quest’anno un agricoltore pagherà in media oltre 80 euro di aumento per ettaro, nonostante le promesse». (p.c.)
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