Dimissioni in blocco, è ancora polemica
PENNAPIEDIMONTE. Mentre nel piccolo centro montano di Pennapiedimonte sta per arrivare il commissario prefettizio Francesco Papagni, in paese non si placa la polemica. Il viceprefetto aggiunto...
PENNAPIEDIMONTE. Mentre nel piccolo centro montano di Pennapiedimonte sta per arrivare il commissario prefettizio Francesco Papagni, in paese non si placa la polemica. Il viceprefetto aggiunto Papagni è stato inviato dalla prefettura a seguito delle dimissioni di sette consiglieri su dieci che hanno provocato la fine anticipata dell’amministrazione del sindaco Levino Di Placido. Al sindaco che ha parlato di «atto irresponsabile», replica il suo ex vicesindaco, Franco Perseo: Perseo ricorda che, nonostante i 105 voti riportati, Di Placido lo ha esautorato perché «scomodo», dando l’incarico a Silvano Giangiacomo, «le cui preferenze si contano sulle dita di una mano. Atto anti democratico che ignorava totalmente il risultato delle urne. Si menziona lo sviluppo economico e sociale solo quando si rilasciano interviste mentre per quasi tre anni dalle elezioni non si è mai visto alcun interesse concreto verso il “paesello”, come definito da Di Placido. I lavori che si dicono essere stati realizzati altro non sono che progetti dell’amministrazione precedente. Per quasi tre anni, l’unica sensazione percepita è stata quella di vivere un dispotismo senza precedenti. Un primo cittadino che in situazione di pandemia abbandona il paese riporta alla mente il fenomeno Schettino. Pur rientrando nelle facoltà del sindaco, avvalersi di componenti esterni per la giunta, è un gesto antidemocratico. Non doveva suscitare stupore alcuno le dimissioni in massa, anzi è da considerarsi atto dovuto a cittadini». (a.i.)

