Dipendenti rsa non pagati, parte l’appello a Marsilio

Ortona e Crecchio, il sindacato invoca l’intervento del presidente della Regione La Uil Fpl: «Da dicembre nessuno stipendio, i lavoratori pensano alle dimissioni»
ORTONA. La situazione dei cento lavoratori della Lido srl che prestano servizio nelle rsa di Ortona e Crecchio viene definita «drammatica» dalla segreteria provinciale della Uil Fpl, che si appella alla Regione e al presidente Marco Marsilio. Nel mirino della Uil ci sono istituzioni regionali e «amministrazioni comunali titolari del rilascio delle autorizzazioni all’esercizio delle attività sanitarie», accusate dalla Uil «grave e reiterata inerzia». Secondo la Uil «in questi ultimi anni si è permesso il verificarsi di situazioni intollerabili nel settore della riabilitazione e delle rsa per anziani non autosufficienti e disabili adulti, che hanno messo e stanno mettendo a dura prova i dipendenti di diverse strutture nella provincia». Il sindacato denuncia perciò la «spiacevole situazione che coinvolge circa cento lavoratori a suo tempo dipendenti della società accreditata con la Regione, Lido srl, per la gestione di strutture di anziani e disabili non autosufficienti nei comuni di Ortona e Crecchio».
I lavoratori da circa due anni non ricevono regolarmente lo stipendio «nonostante prestino la loro opera puntualmente», sottolinea la segreteria provinciale del sindacato, ricordando che «da dicembre non viene più corrisposto lo stipendio né tantomeno la tredicesima» e aggiungendo che «uomini e donne, padri e madri di famiglie ormai depressi e scoraggiati, stanno seriamente pensando di dimettersi perché non più in condizione di sostenere i costi per recarsi al lavoro».
I problemi, come riferisce la Uil Fpl, nascono nel 2020, quando «la Lido ha ceduto a una cooperativa piemontese la gestione delle intere strutture mantenendo in capo a sé l’accreditamento». A distanza di poco tempo dall’operazione, denuncia la segreteria del sindacato, «le problematiche insorte da questa operazione sono cominciate a manifestarsi con ritardi e omessi pagamenti degli stipendi». Il tutto «a fronte del fatto, ancor più beffardo, che la Asl di Chieti e quindi la Regione remunera regolarmente le fatture emesse da questa azienda». A rendere ancora più grave la situazione generale, c’è poi il fatto che fino a oggi non sono arrivate risposte ritenute esaurienti alle denunce dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali che li rappresentano.
Quindi, infine, l’appello a Marsilio: «Signor presidente, sarebbe encomiabile, da parte sua, che, in un mondo dove nessuno più si scandalizza, dopo e dietro questa sofferta testimonianza, possa trovare un momento per un moto di indignazione» per «porre rimedio a questa sconcertante gestione».(m.d’a.)
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