Disabile abusata, caso in Cassazione
L’imputato, condannato a sei anni, si difende: «Sono innocente»
VASTO. Martedì la Corte di Cassazione deciderà le sorti di A.D.M., un anziano di Pollutri condannato nel 2016 in primo grado e nel 2018 dalla Corte d’Appello dell’Aquila a sei anni di reclusione e 30mila euro di risarcimento danni alle parti civili per violenza sessuale nei confronti di una minore. Oggi l'accusato ha 70 anni: all’epoca dei fatti ne aveva 58. La ragazzina, con problemi di disabilità, aveva solo 13 anni. Eppure, stando a quanto emerso nel corso del giudizio, divenne oggetto di abusi sessuali. Le accuse sono state ribadite sia nel corso del processo di primo grado che in appello. I difensori dell’uomo, Domenico Manzi e Umberto Del Re, confidano nella Cassazione. Il processo nei confronti di A.D.M. è iniziato nove anni fa. Sia a Vasto che all'Aquila le udienze sono state celebrate a porte chiuse. I genitori della ragazzina si sono costituiti parte civile. A rappresentarli sono stati gli avvocati Fiorenzo Cieri e Vincenzo Mastrangelo. Secondo l’accusa, approfittando dell’autorità che la bambina riconosceva all'anziano e della fiducia che sia la piccola che i genitori riponevano in lui, l’uomo avrebbe avuto in più occasioni e in diversi luoghi rapporti completi con la disabile.
A far scattare le indagini fu il chiacchiericcio del paese. I carabinieri decisero di indagare. Alcune frasi della bambina insospettirono i genitori che riferirono tutto ai militari dell’Arma. L’indagato ha sempre negato le accuse, ma le perizie mediche lo hanno smentito. Poco importa se la ragazza fosse o meno consenziente. Martedì gli avvocati Cieri e Mastrangelo rappresenteranno ai giudici della Cassazione il tormento dei genitori della minore, ancora molto provati per la vicenda. (p.c.)

