Disabili senza bus, interviene la Regione

I fondi non bastano, Comuni costretti a sospendere il trasporto. L’Anci sollecita la Sclocco che annuncia nuove somme
CASTEL FRENTANO. Dovrebbe essere rientrato l’allarme per diverse famiglie di alunni disabili che usufruiscono del trasporto scolastico e dell’assistenza domiciliare e che, dall’oggi al domani, si erano visti sospendere il servizio. «I Comuni e gli enti gestori sono pregati di non interrompere i servizi in oggetto in attesa del prossimo trasferimento delle risorse finanziarie a seguito dell’imminente riparto nazionale del fondo statale», ha mandato a dire l’assessore regionale ai servizi sociali Marinella Sclocco. Anche alla Regione erano arrivate segnalazioni degli imminenti disservizi, come quella raccolta dal Centro: la mamma di un ragazzo disabile di Castel Frentano, che frequenta il De Titta di Lanciano, si era vista recapitare la lettera del Comune, nella quale il sindaco Gabriele D’Angelo sollecitava nuove risorse per il servizio, pena la sospensione a fine mese perché i fondi già stanziati sono finiti. «Mio figlio va a scuola con il trasporto Arcobaleno, parte alle 8 e rientra alle 13,15», racconta la mamma, «è contento di ciò e ha instaurato un buon rapporto con l’assistente. Come spiegargli che il servizio è sospeso? Dovrò portarlo io con non poche difficoltà. Non è giusto che i tagli debbano riguardare sempre sanità e servizi sociali». Ma il problema, almeno per il momento, dovrebbe essere risolto. La Regione aveva stanziato una prima trance di finanziamenti, finiti i quali i Comuni si sono visti nella necessità di tagliare il servizio. Enrico Di Giuseppantonio, sindaco di Fossacesia, componente della direzione Anci regionale e presidente dell’Eas 23 Basso Sangro, d’accordo con il presidente dell’Anci regionale Luciano La Penna, ha sollecitato l’assessore Sclocco affinché fosse chiarita la questione.
«Come Comune», spiega il sindaco di Castel Frentano, D’Angelo, «abbiamo puntato molto sul sociale tanto da raddoppiare, da 180mila a 360mila euro, la somma a disposizione, anche perché sono aumentati i ragazzi da assistere. Per quanto riguarda il caso in questione, abbiamo mandato la lettera alla Regione per un’assunzione di responsabilità economica e nel frattempo abbiamo dato copertura con fondi comunali fino al 10 maggio proprio per dare tempo alla Regione di provvedere». I fondi arrivano dalla legge di bilancio in cui è stanziato, per l’anno corrente, l’importo di 75milioni di euro come fondo da assegnare alle Regioni per le spese relative all’assistenza per l’autonomia e la comunicazione personale degli alunni con disabilità. Non rientra in questa soluzione del problema Paolo De Titta, disabile e diabetico di Sant’Eusanio del Sangro: è costretto a recarsi all’ospedale di Lanciano per farsi medicare i piedi piagati. «Fino a pochi giorni fa», racconta, «il trasporto, due-tre volte a settimana, era assicurato da una cooperativa. Senza preavviso mi hanno comunicato che era sospeso e che avrei, forse, dovuto anche pagare i viaggi fatti da gennaio ad oggi. In casa nessuno ha la patente, io non lavoro e viviamo con la pensione di invalidità e accompagnamento. Sarò costretto ad andare a Lanciano con la corriera e, nelle mie condizioni, è molto rischioso. Sono disperato e non so cosa fare, non ho avuto alcuna comunicazione ufficiale».
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