«Disagi a Monte Pallano per chi va in carrozzina»

«Come nelle favole, tutto è andato a buon fine. La vita, però, non è una favola, soprattutto per i disabili che devono affrontare innumerevoli prove, limitazioni e pericoli». Marilena Pagliarone, di...
«Come nelle favole, tutto è andato a buon fine. La vita, però, non è una favola, soprattutto per i disabili che devono affrontare innumerevoli prove, limitazioni e pericoli». Marilena Pagliarone, di Bomba, è una insegnante pensionata portatrice di handicap motorio, nei giorni scorsi ha deciso, insieme ad alcuni amici, di visitare il sito archeologico di Monte Pallano. Questo il suo racconto. «Amo la storia del nostro Abruzzo e ho cercato di trasmettere questa passione anche agli alunni. Appena saputo che nel sito archeologico di Monte Pallano era stato creato un percorso agevole ai portatori di handicap ne sono stata ben contenta e l’ho voluto provare. È stata una vera impresa. Per fortuna non ero sola».
La professoressa Pagliarone enumera alcune difficoltà, la prima all’entrata al sito, dall’accesso più vicino al lato delle antenne. «Questo presenta», dice, «una pendenza inaccessibile a uno scooter ma anche a persone con buona mobilità. Volevo rinunciarci, ma gli amici hanno insistito e mi hanno spinto fino a raggiungere una postazione più in piano». Seconda difficoltà: percorso dal lato esterno delle mura. «Questo, oltre che essere abbastanza in pendenza a un certo punto finisce. Per andare dal lato delle porte», afferma la professoressa, «occorre rifare la stessa strada. La persona che mi accompagnava è stata in grado di sollevare di peso lo scooter per passare sulle pietre e io, con i bastoni e facendo molta attenzione, sono riuscita a superare l’ostacolo e ho potuto fare anche l’altro lato delle mura. Per soli 2 o 3 metri, si poteva allungare il percorso agevole e farlo ricongiungere all'altro».
Terza difficoltà: «Per uscire dal sito, poiché ero più vicina al punto in cui ero entrata, memore delle difficoltà attraversate», racconta Pagliarone, «mi sono preoccupata di procedere con molta attenzione, nonostante ciò il pericolo e la paura sono stati enormi: lo scooter, sebbene andavo pianissimo, slittava. Subito l’ho bloccato e ho tentato di scendere aiutandomi con i bastoni e aggrappandomi alla staccionata, ma, appena ho messo il piede per terra, anche il piede scivolava e non mi permetteva di alzarmi. In quel punto la pavimentazione oltre ad essere in forte pendenza era anche molto sdrucciolevole».
Queste le sue considerazioni: «Penso che quando si fanno queste strutture di maggior agibilità, prima di renderle percorribili è necessario collaudarle e sarebbe il caso di chiedere anche il parere alle persone per cui vengono realizzate in quanto queste, più di chiunque altro, conoscono le possibili difficoltà. Il miglior aiuto che si possa dare a chi come me ha problemi e desidera tendere il più possibile all’autonomia, è di rendergli il percorso agevole, non metterlo di fronte ai pericoli. Bastavano poche accortezze realizzabili con pochi soldi in più e si sarebbe dato un buon servizio». (m.d.n.)
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