Discarica da ampliare, ancora un rinvio per il sì

Civeta, nella conferenza dei servizi l’Arta chiede altri 15 giorni per la pratica Magnacca: «Spero che i tempi vengano rispettati». Autonomia di cinque mesi
CUPELLO. La conferenza dei servizi chiesta a gran voce dai sindaci c’è stata, ma si è risolta con un nulla di fatto. Fumata nera per la terza vasca annessa all’impianto di riciclaggio e compostaggio del Civeta, ritenuta indispensabile per evitare situazioni di emergenza conseguenti alla saturazione della discarica giunta al limite della capienza, con una autonomia residua di pochi mesi. Dopo le sollecitazioni dei sindaci dell’assemblea intercomunale - che avevano minacciato clamorose proteste - Gianfranco Piselli, dirigente del settore rifiuti della Regione, ha convocato la conferenza dei servizi che avrebbe dovuto dare il via libera alla terza vasca.
«La riunione non è stata decisoria, in quanto l’Arta, l’Agenzia regionale per l’ambiente, ha chiesto quindici giorni di tempo per integrare la documentazione», spiega Tiziana Magnacca, sindaco di San Salvo e presidente dell’assemblea intercomunale, «speriamo che la tempistica venga rispettata. Noi da parte nostra seguiremo passo passo l’iter mettendo al corrente il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, di eventuali ritardi. Devo ammettere che l’intervento del governatore è stato decisivo per la convocazione della conferenza dei servizi», conclude Magnacca.
Era stato proprio D’Alfonso, messo al corrente in un incontro, della difficile situazione del Civeta, a sollecitare i funzionari affinchè la riunione con gli enti deputati al rilascio dei pareri venisse fissata entro e non oltre la prima decade di maggio. In ballo c’è l’autorizzazione per la terza vasca, già appaltata dal Consorzio intercomunale di Cupello, per un importo di 40 milioni di euro, ma anche l’autorizzazione in sede di Via (Valutazione di impatto ambientale) del “digestore anaerobico”, un impianto per il trattamento della frazione organica dei rifiuti solidi urbani che è già stato appaltato dal Consorzio. A lanciare l’allarme erano stati i sindaci del Vastese, preoccupati per la situazione di criticità dell’impianto di Valle Cena, la cui discarica è in via di esaurimento: l’autonomia residua stimata è di 5 mesi.
Senza l’autorizzazione per la terza vasca si profila il rischio concreto che i rifiuti dei comuni aderenti al Civeta finiscano in discariche private, con costi che potrebbero raddoppiare, se non verrà rilasciata l’autorizzazione per la terza vasca. A farne le spese saranno ancora una volta i cittadini, che assistono impotenti anche al balletto dei nomi sul futuro commissario.
Anna Bontempo
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