Discarica di Cerratina, l’ampliamento non passa

13 Giugno 2020

Approvata la mozione di “Insieme a sinistra” e “Progetto Lanciano” con 13 voti contro 11 Paolucci (LiA): il sindaco ha tradito il territorio. Merlino (Pd): macché, è tutto già noto

LANCIANO. La mozione sull’ampliamento della discarica di Cerratina squarcia il velo sull’amministrazione Pupillo. L’esecutivo di centrosinistra e liste civiche soccombe alla minoranza nel momento del voto sulla mozione presentata dai gruppi alleati “Insieme a sinistra” e “Progetto Lanciano” (Pl) con una votazione di 13 consiglieri favorevoli e 11 contrari. Mai come ieri, in un rimando di interventi, rimbrotti e colpi di scena più o meno preparati, è emersa la frattura che da tempo funesta la maggioranza: la convivenza tra Progetto Lanciano, Pd e resto della maggioranza è ormai incompatibile, il tutto sotto lo sguardo rassegnato del sindaco Mario Pupillo. E sull'ambiente si è consumata la scissione definitiva.
LA MOZIONE. Nonostante i numerosi tentativi di riappacificazione, le minacce di tornare al voto e circa sei mesi di discussione sul tema, la mozione dei firmatari Piero Cotellessa, Arturo Di Corinto, Gabriele Paolucci, Paola Zulli e Michele Ucci, è stata presentata così com’era, senza che venisse modificata nemmeno di una virgola. L’ampliamento di Cerratina non si deve fare «per non far diventare Lanciano la discarica d’Abruzzo; perché nelle norme di attuazione del Prg, all’articolo 75, si era vietata la realizzazione di nuove discariche, di impianti di termovalorizzazione e inceneritori; perché una discarica, anche se chiusa, continua a produrre effetti per i prossimi 30 anni; perché nel 2011 erano state rilevate criticità ambientali nel sito di Cerratina e perché, se fossero solo i Comuni consortili a conferire a Cerratina, lo spazio residuo a disposizione basterebbe senza bisogno di ampliamenti».
LA MINORANZA. Dello stesso tono è il documento dell’opposizione, di cui è prima firmataria la capogruppo di “Libertà in azione” (Lia), Tonia Paolucci. E le affinità elettive tra le liste civiche Progetto Lanciano e Libertà in azione appaiono ormai conclamate. Lo ricorda la stessa Paolucci che sottolinea l’impegno profuso per l’ambiente dal compianto vicesindaco Pino Valente che, proprio a Cerratina, fece le barricate contro l’arrivo dei rifiuti da Napoli. L’ampliamento non s’ha da fare dunque. Lo ribadiscono i consiglieri Gabriele Di Bucchianico e Paolo Bomba (Fratelli d'Italia), Graziella Di Campli (Forza Italia), Angelo Palmieri (Nuova Lanciano) che rimarcano come il territorio abbia già dato tanto, «troppo», in termini di sopportazione di impianti di trattamento e stoccaggio dei rifiuti.
IL COLPO DI SCENA. Ma è con l’intervento della Paolucci che gli animi si scaldano. La capogruppo di Lia sventola alcuni documenti, tra cui un atto notarile, datati luglio e ottobre 2019 che inchioderebbero il sindaco Pupillo all’avvio dell’iter di esproprio dei terreni necessari all’ampliamento con largo anticipo rispetto a quanto asserito finora. «Il sindaco», accusa la Paolucci, «sapeva e non solo ha tradito la sua maggioranza, ma tutto il territorio». Il vicesindaco Giacinto Verna salta, letteralmente, sulla sedia, mostrando stupore per il fatto di non essere a conoscenza né delle carte, né dell’avvio della procedura. Una circostanza smentita, però, da più parti dai consiglieri del Pd come Elisabetta Merlino che ricorda le discussioni avviate da mesi con tutti i gruppi di maggioranza, Pl compreso, e di “Lanciano in comune” (Lic) con Lorenzo Galati che afferma: «Quello tirato fuori è un jolly che non vale nulla. Progetto Lanciano sapeva, e gli è stato spiegato tutto anche nei 6-7 incontri avuti finora con EcoLan: balzare sulla sedia è una scena che rammarica». Il voto sulla mozione chiude il sipario.
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