Discarica sotto sequestro 6 Comuni chiedono i danni

22 Giugno 2019

L’impianto di Cupello: Vasto e San Salvo guidano il fronte per avviare la causa Secondo in campo anche Casalbordino, Monteodorisio, Pollutri e Villalfonsina

SAN SALVO. Si costituiranno parte civile nell’eventuale processo penale per il sequestro della terza vasca e un’azione civile risarcitoria per il recupero dei costi aggiuntivi a cui i Comuni sono andati incontro per il conferimento dei rifiuti in altri impianti. Sono le iniziative annunciate ieri dai sindaci nell’aula consiliare di San Salvo. Nel frattempo l’emergenza è rientrata.
Il sequestro della terza vasca e la gestione commissariale che segna il passaggio del testimone da Franco Gerardini a Valerio De Vincentiis, nominato dal presidente della Regione Marco Marsilio, sono stati al centro dell’incontro al quale hanno partecipato Tiziana Magnacca (San Salvo), Filippo Marinucci (Casalbordino), Catia Di Fabio (Monteodorisio), Nicola Di Carlo (Pollutri), Mimmo Budano (Villalfonsina) e l’assessore all’ambiente di Vasto, Paola Cianci. «Gerardini ha mandato una lettera ai Comuni consorziati annunciando il blocco del conferimento dei rifiuti speciali non pericolosi», dice Tiziana Magnacca, «ma grazie all’intervento dell’assessore regionale Nicola Campitelli stiamo conferendo regolarmente. Quello che è successo in questi anni al Civeta, unico Consorzio della Regione ad essere stato commissariato, rappresenta un disastro per il nostro territorio. I fatti ci hanno fatto capire perché l’ente sia stato commissariato: fino al 2015 l’impianto doveva soddisfare solo le esigenze del comprensorio. Era stato chiesto a Gerardini, allora solo responsabile regionale del servizio gestione rifiuti, di poter accogliere anche i conferimenti dei comuni abruzzesi non consorziati per poter avere l’opportunità di accedere a finanziamenti per ampliare l’impianto di Valle Cena. Questa possibilità è stata sempre negata fino a quando Gerardini non ha assunto le funzioni di commissario. A quel punto il Civeta ha iniziato ad accogliere i rifiuti di Lazio, Campania e Puglia che hanno ridotto la capacità della terza vasca». Poi la replica alla segreteria provinciale del Pd «che non si assume la responsabilità di quanto è accaduto sotto la gestione commissariale voluta dalla giunta guidata da Luciano D’Alfonso». Il sindaco di Villalfonsina ha ribadito la necessità che il Civeta ritorni nella gestione diretta dei sindaci e ha annunciato che i Comuni si costituiranno parte civile e avvieranno un’azione civile risarcitoria. Per l’assessore Cianci, «il solo cambio di commissario non è la medicina per superare le criticità del Civeta, ma dobbiamo rilanciare la gestione dell’impianto salvaguardando l’ambiente e la salute dei cittadini». I sindaci Marinucci, Di Fabio e Di Carlo hanno infine ribadito l’importanza che «il Consorzio torni nella disponibilità dei Comuni soci fondatori» e che il commissario «si interfacci con gli amministratori in maniera propositiva e nell’ascolto delle esigenze delle comunità locali».