Dissequestri alla Esplodenti, i giudici prendono tempo

CASALBORDINO. Non si pronuncerà prima di una settimana il gip del tribunale di Vasto, Fabrizio Pasquale, chiamato a decidere sul dissequestro degli uffici amministrativi della Esplodenti Sabino. La...
CASALBORDINO. Non si pronuncerà prima di una settimana il gip del tribunale di Vasto, Fabrizio Pasquale, chiamato a decidere sul dissequestro degli uffici amministrativi della Esplodenti Sabino. La richiesta di dissequestro è stata discussa in aula il 6 aprile. Gli avvocati Franco Barbetti e Arnaldo Tascione hanno insistito sul fatto che le esigenze cautelari che hanno richiesto il sequestro probatorio sono praticamente concluse. Di diverso avviso il pm Giampiero Di Florio. «La vicenda è delicata e complessa», dice il gip Fabrizio Pasquale. «È necessaria un’attenta valutazione». I sequestri che tengono ferma la Esplodenti Sabino sono due. Un vincolo è probatorio ed è stato disposto dal procuratore Di Florio. L’altro sequestro, di natura ambientale, è cautelativo ed è stato disposto dal giudice Pasquale. Le due vicende si sovrappongono e proseguono separatamente. Sulla validità del sequestro ambientale devono pronunciarsi i giudici del tribunale del Riesame. Anche loro non decideranno prima della prossima settimana. Non è escluso che accordato un dissequestro permanga il secondo.
Intanto il 13 aprile è previsto un nuovo sopralluogo nell'azienda di Casalbordino Stazione da parte degli artificieri. Con quella ispezione gli accertamenti dovrebbero essere conclusi. Il procuratore Di Florio ha più volte ribadito la necessità di garantire sicurezza a tutti i dipendenti della Esplodenti. Non è semplice per il gip pronunciarsi su una vicenda così delicata. Al tribunale del Riesame gli avvocati Barbetti e Tascione hanno ricordato che la materia riguardante gli esplosivi, gli inertizzatori e i residuati bellici è regolata dal testo unico della legge di pubblica sicurezza e non dal testo unico sull'ambiente. (p.c.)
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