«Disservizi e discriminazioni con i tagli al Bernabeo»

ORTONA. Il Comitato di Ortona, che si batte per la difesa del territorio, replica alle parole del professor Ettore Cianchetti, primario del reparto di Senologia dell’ospedale Bernabeo di Ortona, che...
ORTONA. Il Comitato di Ortona, che si batte per la difesa del territorio, replica alle parole del professor Ettore Cianchetti, primario del reparto di Senologia dell’ospedale Bernabeo di Ortona, che in una recente intervista al Centro ha dichiarato che chi protesta per la trasformazione dell’ospedale «è legato al vecchio modo di pensare».
Parole alle quali il comitato risponde così: «Prendendo atto che il “nuovo modo di pensare” sta creando una serie di disservizi che le cronache riferiscono quotidianamente, il Comitato ribadisce che la vocazione oncologica dell’ospedale di Ortona non deve escludere tutto ciò che riguarda la salute della donna. Ci facciamo portavoce, infatti, delle donne del territorio che si rivolgono quotidianamente alla struttura ospedaliera di riferimento e che si sentono discriminate da questa nuova riforma sanitaria in quanto non riescono più ad accedere ai servizi essenziali specifici di base».
Poi l’attenzione si sposta sul Pronto soccorso. In merito «ci fanno specie le dichiarazioni del professor Cianchetti che dice che i codici gialli possono essere tranquillamente smistati. Ma dove se le altre strutture sono al collasso? E con quale criterio?», sostiene il comitato prima di lasciare spazio al responsabile del Pronto soccorso ortonese, Antonio Iacovella. Chiudiamo proprio con il suo intervento: “Il Pronto soccorso di Ortona non è ancora un punto di smistamento ma è un servizio attivo e valido di assistenza. Per ben descrivere la sua attività”, sostiene Iacovella, “i codici di priorità di accesso dei pazienti non devono essere conteggiati raggruppandoli dai bianchi ai gialli in quanto i codici bianchi e verdi (circa il 6% + 68%), dopo il trattamento che ricevono in Pronto soccorso tornano al proprio domicilio, mentre i gialli (circa il 26%) nella maggioranza dei casi vengono inviati a ricovero. A fine terzo trimestre 2016 al Pronto soccorso di Ortona hanno fatto accesso circa 13.000 pazienti di cui sono stati ricoverati in 1.200 e dimessi in 11.800. I trasferiti ad altre strutture ospedaliere sono stati circa 130 (1% circa degli accessi). La trasformazione poi del Pronto soccorso in Punto di primo intervento”, conclude Iacovella, “non è operazione indolore e necessita cautela e preventiva predisposizione di una serie di misure organizzative e di rete che permettano e garantiscano la sicurezza dei pazienti che vi faranno accesso”». (a.s.)
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