Dissesto finanziario del Comune, aperta l’indagine sui responsabili

La procura della Corte dei conti richiede i dati di sindaci e assessori al bilancio dal 2014 al 2020 La giunta conferma: «Ci sono organi preposti che stanno valutando le responsabilità pregresse»
CHIETI . La procura della Corte dei conti apre un’indagine sui responsabili del dissesto del Comune, il maxi buco che ha trasformato il capoluogo teatino nella città più indebitata d’Abruzzo con un disavanzo di 78 milioni di euro. E a confermare l'indagine in corso è anche una nota dei partiti di maggioranza che, nel replicare agli attacchi ricevuti dai consiglieri di opposizione, scrivono: «Ci sono organi preposti che stanno valutando responsabilità pregresse rispetto al fallimento del Comune di Chieti». Si arriva, quindi, in un clima di polemiche e accuse reciproche alla seduta consiliare di domani (ore 18), una delle più importanti della storia recente teatina perché consiglieri e giunta Ferrara si incontreranno nella sala consiliare della Provincia per approvare il primo bilancio senza debiti, quello da cui Chieti è pronta a rinascere e tornare ad essere la capitale di bellezza per il suo patrimonio, e non per le sue piaghe finanziarie.
si apre l’INDAGINELa procura regionale della Corte dei conti ha aperto un fascicolo per trovare i responsabili del profondo buco che c’è in Comune da oltre dieci anni. Riavvolgendo il nastro, il sindaco Diego Ferrara ha alzato la bandiera bianca di Palazzo di città lo scorso 22 giugno. Ma lo ha fatto, come più volte ha ripetuto, «per via della situazione economica finanziaria che ha trovato al momento del suo insediamento». E il procuratore regionale va a ritroso e chiede «di acquisire gli estremi anagrafici, completi dell’attuale residenza e del codice fiscale del sindaco, o dei sindaci, e dell’assessore al Bilancio, o assessori, del Comune di Chieti succedutisi nelle annualità dal 2014 al 2020» e chiede di «conoscere la retribuzione mensile lorda corrisposta a ciascuno dei suddetti amministratori per la carica da essi ricoperta in ognuno degli anni dal 2014 al 2020». Entro il 2 dicembre il segretario generale del Comune deve mandare i documenti alla Corte dei conti: nel mirino ci sono quindi gli atti che vanno dall’ex sindaco Umberto Di Primio al sindaco Ferrara e dall’assessore al Bilancio Roberto Melideo all’attuale Tiziana Della Penna. Una richiesta che la Corte dei conti fa in appoggio al decreto legislativo del 2016, il Codice della giustizia contabile, che dispone che «le pubbliche amministrazioni, gli enti pubblici ovvero gli enti a prevalente partecipazione pubblica», recita il decreto, «nonché i soggetti con essi contraenti o beneficiari di provvidenze finanziarie a carico di bilanci pubblici, provvedano ad inviare atti e documenti da essi detenuti in origine o in copia autentica, nonché informazioni, notizie e relazioni documentate».
E LO CONFERMA LA GIUNTA
Il procuratore adesso indaga sui “vecchi” provvedimenti, e annessi responsabili, che hanno portato al fallimento del Comune. Un allarme che forse il dirigente comunale Franco Rispoli all’inizio del 2020 voleva lanciare già nella sua lettera denuncia, quando il disavanzo superava già i 50 milioni di euro. E dopo tre anni, sono ancora i partiti di maggioranza a confermare che la procedura di dissesto è stata una scelta necessaria: «Qualcuno dovrebbe ricordarsi sempre da dove ha avuto origine», dicono in una nota, «sia nei meriti che nei tempi, ma che sono ampiamente illustrati e approfonditi dalla delibera della Corte dei conti a cui questa amministrazione non ha potuto evitare di dare seguito». La giunta indirizza le responsabilità del dissesto «a qualcuno», continua la nota, «che è stato protagonista di una decennale maggioranza che quelle situazioni le ha create e consentite visto che il mandato di governo della precedente amministrazione è arrivato al suo termine naturale. Altri, dovrebbero ricordarsi che siedono e fanno opposizione sottobraccio ad alcuni di loro». Polemiche e accuse tra maggioranza e opposizione che preparano il terreno per il consiglio di domani, anche se con molta probabilità si andrà in seconda convocazione.

