Distretto sanitario, attesa per la ripresa dei servizi

Atessa. Ritardi sul trasferimento degli ambulatori da Casoli: disagi e polemiche Problemi anche al San Camillo. Il sindaco: non esiste un cronoprogramma
ATESSA. Per il distretto sanitario e l’ospedale, a sei mesi dallo smantellamento a causa della trasformazione del San Camillo in ospedale Covid e a due mesi dalle dimissioni dell’ultimo paziente affetto da coronavirus, si aspetta ancora un cronoprogramma certo per il ritorno alla normalità. Ad oggi questi sono i servizi che sono rientrati da Casoli ad Atessa: sportello scelta e revoca ed esenzioni, servizi vaccinali e di igiene e sanità pubblica, centro raccolta sangue. Mancano gli ambulatori del distretto sanitario di base (neurologia-urologia, otorinolaringoiatra, oculistico, chirurgico); servizio di cure domiciliari e riabilitative; servizi consultoriali (ostetrica, assistente sociale, psicologa); commissione invalidi civili. Ancora non sono stati trasferiti la diabetologia (nei giorni scorsi c’è stata una protesta dell’associazione diabeti per le difficoltà che incontrano i pazienti nel recarsi a Casoli), e la reumatologia (anche in questo caso c'è stato un accorato appello dei pazienti), diretta da Giuseppe Santalucia. La diabetologia diretta da Maria D’Aurizio dovrebbe fare servizio quattro giorni ad Atessa e uno a Casoli.
Diversi si chiedono il perché di questa lentezza dei trasferimenti degli ambulatori da Casoli ad Atessa. Il sindaco Giulio Borrelli interviene ancora una volta sulla situazione sanitaria che non riguarda solo Atessa ma un ampio territorio che sulla cittadina sangrina gravita. Per quanto riguarda il distretto, il sindaco afferma: «Ci sono gravi e inammissibili ritardi nella dovuta restituzione di tutti i servizi e gli ambulatori del distretto sanitario di base, tanto precipitosamente trasferiti altrove». Mentre per il San Camillo dice: «Per l’ospedale che ci spetta manca l’ossatura (il pronto soccorso non fa ricoveri, dell’area chirurgica non vi è traccia, non c’è una direzione sanitaria) e non esiste un cronoprogramma per il completamento. È inutile scaricare le responsabilità su Roma», afferma Borrelli riferendosi alla Regione e alla Asl. «A oggi, nonostante i numerosi solleciti, la Regione non ha ancora provveduto a trasmettere il documento di riorganizzazione della rete ospedaliera richiesto dai tavoli ministeriali al fine di valutare il rispetto dei criteri e degli standard definiti dal decreto ministeriale 70/2020 del complessivo disegno della rete di emergenza urgenza regionale».

