Distrutti gli alberi del gioiello di Chieti

Decine di piante rase al suolo dalla nevicata. Spariti gli storici tassi Addio cedro del Libano e cipressi secolari. Per riaverli passeranno anni
CHIETI. Alberi secolari schiacciati per sempre dal peso della neve. Villa comunale ferita a morte. E' il brutto regalo che le ingenti nevicate hanno fatto ad uno dei gioielli della città. Le piante crollate sono decine. la villa è devastata. E lo scenario è desolante. Non facile tenere la conta totale dei danni, in un parco che conserva almeno 15 diverse varietà di piante fondamentali. Tenendo pure conto che, sempre a causa delle bufere, anche uno degli archetti è andato distrutto. Così come è andato in rovina il giardino all’italiana che si trova nella zona del laghetto.
ADDIO PER SEMPRE. Due dei cinque tassi che si trovano nel parco della città, della specie taxus baccata, si sono letteralmente ribaltati e le loro radici si sono sradicate: «Entrambi sorgevano lungo la strada che porta all'ex ospedale militare» dice l'assessore Mario Colantonio «è una perdita importante». Nino Colacito, del settore verde pubblico del Comune, aggiunge: «Uno di quei tassi era già ammalorato, prima delle nevicate. Non ha potuto resistere al peso della neve». Ha subìto danni anche il cedro del Libano, vicino al monumento dei Caduti e altri interventi di rimozione di rami pericolanti ci sono stati sempre in zona ex ospedale, dove sono dovuti intervenire i vigili del fuoco. E ancora, a subire inesorabilmente danneggiamenti sono stati i lecci che sorgono lungo viale 4 Novembre e nella zona retrostante del parco giochi, come pure i tigli: «Ci sono state spezzature e sfrangiature, anche dove ora sono rimasti solo punti vuoti, a causa dei cedimenti», continua Colantonio. Schiacciate dal peso del mal tempo anche molte piante di tipo orientale, come pure felci e oleandri che si trovano nella zone interne della Villa. Non finisce qui, perché sono stati colpiti anche diversi pini marittimi, i cui rami e i tronchi, ancora una volta, si sono spezzati. Non da ultimi i cipressi, altri alberi secolari: uno di essi è crollato nell'area dell’istituto Galiani-de Sterlich, adagiandosi su una parete esterna della scuola, ma che è già stato rimosso. «Con il forte vento che si è alzato sabato notte» raconta sempre l'assessore «molti rami e fusti sono continuati a cadere, benché le opere di messa in sicurezza fossero state effettuate, rimuovendo i rami ancora in bilico». Poi Colacito: «Le operazioni di rastrellatura continuano» dice «nel caso di alberi come ad esempio i cipressi che mantengono la chioma tutto l'anno, era difficile evitare il peggio. Lì la neve si è accumulata enormemente».
Tutto da rifare, purtroppo, nel gioiello verde della città. Dove, tra l'inesorabile devastazione, si trova pur sempre uno dei musei archeologici più importanti della regione.
IL MUSEO DI VILLA FRIGERJ. Salendo le scalinate che portano di fronte alla struttura, si incontrano rami caduti che ricoprono ormai anche le panchine. E neppure il museo archeologico nazionale d'Abruzzo è rimasto immune dai black out che hanno investito la città durante l'emergenza neve, pur continuando ad essere uno dei fiori all'occhiello di Chieti, dove è ancora conservata la statua del Guerriero di Capestrano, risalente alla seconda metà del VI secolo a.C. e proveniente dalla omonima necropoli. Un museo dove si possono ripercorrere tappe fondamentali dell'antichissima cultura italica, all'interno di una villa in stile neoclassico fatta costruire intorno al 1830 dal barone Ferrante Frigerj su progetto di Enrico Riccio. L'edificio venne poi ceduto al Comune, che ne fece la sede dell'istituto tecnico Galiani. Dopo la seconda guerra mondiale la villa fu ceduta dal Comune al Demanio e nel 1959 venne inaugurato il museo, per volere dell'allora soprintendente Valerio Cianfarani. Un gioiello oggi ferito a morte.

