Docenti no vax contro la preside: bloccati gli scrutini di fine anno

12 Giugno 2022

La dirigente di un istituto superiore di Chieti ha impedito ai prof non vaccinati di partecipare ai consigli Gli insegnanti si presentano alla riunione ma la situazione degenera e interviene il 118 per due malori

CHIETI. Non si erano ancora vaccinati contro il Covid e non potevano più svolgere i loro normali compiti di insegnanti. Erano stati “demansionati” perché non avevano rispettato l’obbligo vaccinale, in vigore per i dipendenti della scuola, e per questo sono stati esclusi dagli scrutini delle classi quinte, ma invitati in via informale agli scrutini del giorno dopo per le altre classi. A quel punto, però, è scoppiato un putiferio che ha portato al rinvio degli scrutini. Alcuni docenti di una scuola superiore di Chieti, da tempo destinati ad altri incarichi perché non avevano rispettato l’obbligo vaccinale (entrato in vigore il 15 dicembre scorso) avevano chiesto alla preside la revoca del demansionamento e l’autorizzazione a partecipare alle riunioni per decidere i voti finali, in virtù del fatto che erano guariti dal Covid e per questo avevano ottenuto il super Green pass. Ma per la preside non è bastato: la revoca non è arrivata, i docenti si sono presentati comunque in classe chiedendo che la loro presenza venisse messa a verbale (come personale a supporto di attività didattiche). Ma la preside non ha voluto saperne e a quel punto è scoppiato il caos: gli scrutini sono stati rinviati e il confronto acceso tra i presenti, secondo quanto riporta l’avvocato di questi insegnanti, Maria Franca D’Agostino, è sfociato addirittura in alcuni malori, tanto che per due persone è stato chiesto l'intervento del 118. Ora però, a farne le spese sono gli studenti che attendono ancora di conoscere le loro valutazioni di fine anno. Il problema si è creato perché i docenti non vaccinati sono stati esclusi dai loro normali compiti di insegnanti, dopo l’introduzione dell’obbligo vaccinale a scuola, e quindi non hanno potuto raccogliere i voti minimi necessari per ogni alunno richiesti dal piano dell’offerta formativa. Ma nel frattempo gli insegnanti chiamati a sostituire i prof no vax non avrebbero valutato gli studenti né con prove scritte né orali. E anche per questo motivo i docenti non vaccinati avrebbero chiesto di poter partecipare alle riunioni finali. «Sono stati demansionati per inosservanza all'obbligo vaccinale che scadrà il 15 giugno», ha spiegato l’avvocato D’Agostino, «benché in possesso di Green pass rafforzato valido per legge, e sono stati impiegati in attività di supporto. I docenti hanno chiesto di essere sollevati da responsabilità in merito a eventuali votazioni non regolari ai sensi di legge». Stando a quanto riferiscono questi docenti, sarebbe stato impedito loro di effettuare dichiarazioni a verbale. «Nel caso dei miei assistiti», prosegue l’avvocato D'Agostino, «si è creata una situazione di disparità, in quanto agli stessi sono state raddoppiate le ore di lavoro settimanali e oggi sono gli unici insegnanti nell'edificio scolastico. Sono stata incaricata di rivolgere formale richiesta alla scuola in ordine alla loro posizione fino al 15 giugno: per assurdo, qualora non si recassero al lavoro, sarebbero passibili di provvedimenti disciplinari, perché assenti ingiustificati sulla base del demansionamento, seppure illegittimo. Mi auguro che alla ripresa dell'anno scolastico non dovremo più assistere a tali situazioni discriminatorie di cui qualcuno sarà comunque chiamato a rispondere, anche ai fini di un risarcimento danni».(d.b.)
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