Domani a Roma ci sarà l’incontro sul futuro della Esplodenti Sabino

6 Febbraio 2024

La fabbrica è sotto sequestro dal 14 settembre scorso per l’incidente costato la vita a tre dipendenti Potrebbe tornare a occuparsi di trasformare in sostanze inerti i fuochi d'artificio e i razzi segnalatori

CASALBORDINO. La Esplodenti Sabino verso un disimpegno nella demilitarizzazione di munizioni e bombe e la riconversione dello stabilimento. Domani a Roma è in programma al ministero della Difesa un tavolo tecnico per discutere del futuro della polveriera. Dovrebbe trattarsi di un tavolo preliminare a cui farà seguito un nuovo summit alla presenza del ministro della Difesa, Guido Crosetto. Il passaggio è tuttavia fondamentale. A chiedere la convocazione del tavolo è stato il presidente della Regione, Marco Marsilio, che insieme all'assessore regionale al Lavoro, Pietro Quaresimale, al senatore Etelwardo Sigismondi e al vice sindaco di Casalbordino, Carla Zinni, seguono con attenzione l'iter del progetto che garantirà un lavoro più sereno ai 70 dipendenti. La fabbrica è sotto sequestro dal 14 settembre 2023 giorno dell'incidente costato la vita ai tre lavoratori Giulio Romano, 56 anni di Casalbordono, Fernando Di Nella, 50 di Lanciano, e Gianluca De Santis, 40 di Palata. Una settimana fa sono stati riaperti gli uffici. L’assessore Quaresimale, con il supporto degli uffici regionali, è riuscito ad ottenere dall'Inps, come già avvenne tre anni fa in occasione del primo incidente, la cassa integrazione straordinaria. Le istituzioni sono ora al lavoro per arrivare alla riconversione della polveriera. Il tavolo tecnico in programma domani nella capitale è un tassello importante. Fondamentali sono state anche le parole di monsignor Bruno Forte, arcivescovo della diocesi Chieti-Vasto, dopo l'ultima tragedia. «Una riflessione seria», ammonì monsignor Forte a settembre, «è doverosa e necessaria da parte di tutti gli enti che hanno responsabilità e compiti nella filiera e richiede da chi ha ruoli politici che la sicurezza sul lavoro sia assicurata e garantita al massimo. Più che mai urgente è garantire l’efficacia delle politiche di prevenzione dei rischi. Sono vicino alle famiglie delle vittime e chiedo che nella preghiera dei fedeli delle celebrazioni eucaristiche nelle nostre Comunità se ne faccia ricordo per invocare luce dall’alto e sollecitare adeguate misure». Una sollecitazione raccolta dal senatore Etelwardo Sigismondi, ma anche dallo stesso titolare della polveriera, Gianluca Salvatore. Salvo, quindi, imprevisti presto la Esplodenti Sabino potrebbe tornare a occuparsi dell'inertizzazione dei fuochi d'artificio e dei razzi segnalatori. Contestualmente potrebbe partire a breve anche l'attività di un nuovo stabilimento nella zona industriale di Pollutri che occuperà all'inizio una trentina di dipendenti.
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